Covid 19 e buio: la foto della mia classe. Che classe per sperare
7 Dicembre 2020Beh, continua a piovere. Ci si continua ad ammalare, ci si sente soli per non potersi spostare, ma un ricordo mi è venuto lampante ed una speranza mi è “sorta nel cuor”. L’anno scorso, un sette dicembre come oggi, ero a Sezze da Pino Martufello con i miei compagni di classe delle elementari, 50 anni dopo che ci eravamo lasciati fuori dalla scuola per diventare uomini da bimbi che eravamo. Non sapevamo come sarebbe stato il futuro, ma lo abbiamo vissuto. Oggi lo voglio ricordare e senza altra ragione per dire che si può continuare ad essere umani anche se il mondo si fa disumano, la vita ci ferisce e ci fa diversi. Mezzo secolo fa avevamo 10 anni, eravamo pronti per un mondo che non c’era, ora siamo vivi nel mondo che c’è e di questi tempi tristi è bellissimo che ci sono stato, che ci siamo stati, che abbiamo sperato e realizzato. Ci ho pensato ora, ora in questo momento per vincere una nuova paura che non avevamo previsto, ma che possiamo battere se sappiamo che altre volte abbiamo vinto.
Piove e fa freddo, è tempo suo. Ci si ammala ancora e non è giusto, ma noi abbiamo una storia da raccontare al mondo, ai figli, alla vita: che ci abbiamo provato, nonostante tutto, e siamo qua a provarci ancora. I ragazzi a cui Silvio Sacripanti ha cercato di insegnare un poco della vita, il resto ce lo ha insegnato la vita.
fa freddo, siamo di questo tempo, ma mi ricordo…. “fummo angeli”


