Latina la città che non paga il debito con l’umanità: quel ringraziamento ai sanitari che non c’è

Latina la città che non paga il debito con l’umanità: quel ringraziamento ai sanitari che non c’è

14 Dicembre 2020 0 Di Lidano Grassucci

Tra poco sarò Natale tempo di bontà… dicono. Sarà il 18 dicembre compleanno di Latina… ma per una volta vogliamo essere seri? Si seri e normali, una città italiana e non un museo di una maledetta storia iniziata male e finita peggio? Per Natale e per il compleanno di Latina non piangiamo per scale distrutte, case del fascio che non ci sono più o per altre coglionate analoghe ma diciamo pubblicamente grazie ai medici, agli infermieri, ai farmacisti. Di cosa? Della pazienza che hanno avuto al dolore, della umanità che hanno conservato nonostante il dolore, della professionalità di non essersi mai chiesti cosa mancava ma sempre cosa possiamo fare. Se fossi il sindaco andrei con la fascia tricolore davanti al Goretti con gonfalone e le guardie e non direi nulla, ” e tutti quelli che passeranno grideranno “che bel gonfalone è il gonfalone della città esposto per chi ha combattuto per la vita”. Dio mio, mi suona in testa Bella ciao, ma è una resistenza ad un male vile che sta dentro e chi combatte non ha fucile.

Poi, poi, senza pagarlo ma per amore chiedere ad una bella voce, ad un pensatore di leggere uno ad uno i nomi dei nostri concittadini che non saranno con noi a Natale, quelli che non ci sono riusciti. Scandirei nomi e cognomi e subito dopo starei in silenzio perchè è stato il caso a colpire loro e non noi.

Poi convocherei il consiglio comunale per dare la cittadinanza onoraria alla città che cura. E onorato questo chiamerei la medesima voce a dare il benvenuto ai bambini nati al Goretti dalla tragedia in poi e altrettanto ad ostetriche, medici, infermieri che nel dolore che si poteva morire hanno tenuta alta la fiaccola del “poter nascere”.

Io se fossi sindaco avrei fatto così, ma sono solo uno scriba e non faranno mai così ma vi parleranno di case, scale, fondazioni, strade e stradoni, di urbanistiche visioni, mai di umani sentimenti.

Che bella sarebbe una città con scritto sul cartello al suo ingresso “Latina, città umana”

 

Nella foto:  Tintoretto “san Rocco risana gli appestati. Chiesa di San Rocco, Venezia