Il disagio giovanile e la demenza senile

Il disagio giovanile e la demenza senile

21 Febbraio 2021 0 Di Lidano Grassucci

Tutti abbiamo udito la donnetta che dice: “Oh, è terribile quel che fanno questi giovani a se stessi, secondo me la droga è una cosa tremenda”. Poi tu la guardi, la donna che parla in questo modo: è senza occhi, senza denti, senza cervello, senz’anima, senza culo, né bocca, né calore umano, né spirito, niente, solo un bastone, e ti chiedi come avran fatto a ridurla in quello stato i tè con i pasticcini e la chiesa.

Charles Bukowski

Leggo morali di vecchi che spiegano, si preoccupano, giudicano il disagio giovanile. Perché è un disagio essere ragazzi? Giudicano dimenticando che sono stati anche loro “dei disagiati”. Anche loro subivano la morale di ieri a giudicare un presente che è comunque, rispetto al suo passato immorale. I ragazzi hanno un compito aggiungere la loro parte di storia davanti a vecchi che hanno nostalgia della loro storia. I ragazzi non sono buoni, neanche cattivi, sono solo incoscienti, si sentono immortali, scoprono cose che pensano di aver fatto per primi ma già c’erano. Non sono, i giovani di questo tempo, meglio o peggio di noi nel nostro tempo giovane. Non mi sarei frequentato da ragazzo, ma forse non lo avrebbe fatto neanche mio nonno quando ragazzo era lui e via nel tempo.

C’è la retorica di voler insegnare ai ragazzi a vivere come noi e ci si meraviglia che quelli, invece, e ostinatamente vogliono vivere per se stessi, come piace a loro.

Dice… sono violenti. Perché noi siamo stati innocenti? E i nostri nonni nelle trincee del mondo erano angeli? Le istituzioni si indignano, i preti pontificano, ma già si indignavano quando erano i tempi belli rispetto a preti e funzionari che venivano da tempi ancor più belli.

I ragazzi ora vanno con le macchinine, che pericolo che sfacelo: ma era lo stesso dire dei nostri motorini, prima delle biciclette e ancora prima della corsa con affanno.

Sapesse, mia cara che cosa mi ha detto
Un caro parente, dell’occupazione
Che quella gentaglia rinchiusa lì dentro
Di libero amore facea professione
Del resto, mia cara, di che si stupisce?
Anche l’operaio vuole il figlio dottore
E pensi che ambiente che può venir fuori
Non c’è più morale, contessa

Paolo Pietrangeli

Non so come si risolve il disagio giovanile, ma so dirvi che anche Papa Bergoglio fu ragazzo nel disagio, e Draghi pure con tutto il suo rigore sentiva il disagio del suo tempo.

E… tutti fummo ragazzi, ci pensammo immortali ora abbiamo l’artrosi e vediamo il finale che è disagio nostro non colpa dei ragazzi.

Un difetto i nostri ragazzi ce lo hanno, ed è grave: sono pochi. Ma credo che questo non sia colpa loro.

Non insegnate ai bambini
Non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
Potrebbe far male
Forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.
Non elogiate il pensiero
Che è sempre più raro
Non indicate per loro
Una via conosciuta
Ma se proprio volete
Insegnate soltanto la magia della vita.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Giorgio Gaber
Nella foto di copertina Ebe della greca della giovinezza