Mio padre e questa follia di raccontare nel vizio del bar

Mio padre e questa follia di raccontare nel vizio del bar

21 Febbraio 2021 0 Di Lidano Grassucci

“Il giornalista  è il solo scrittore che, quando prende la penna, non spera nell’immortalità.”

Ugo Ojetti

 

Mio padre non era uomo di chiacchiera lunga, di bar sì ma di chiacchiera non lunga. Lui e mamma forse mi pensavano insegnante e c’ho pure provato, ma non era cosa mia con tutti quegli orari.

Non sapevano, mamma e papà, che ero stato minato da nonna e dal suo raccontare e altro non sapevo fare. Raccontare cose vere… forse, verosimili… meglio, capovolte… certamente. Con una certa propensione a vedere ogni cosa fuori dal suo posto e interessante non per il celato, il nascosto, l’imbroglio ma per la sua palese assurdità di essere normale. Hitler era un mediocre ometto e Stalin si era fatto quasi prete e non c’è niente da capire.

Le notizie le prendevo al bar, sostavo al bar, vivevo il bar. Lì, al bar, veniva gente con tanta voglia di dire e ciascuno il suo pezzo della storia e io le cucivo come faceva con le giacche strappate mia madre, filo per filo. Non mi interessavano i mostri, quelli che vedi palesi fuori scala, ma i normali quelli apparentemente a piombo, ma storti in tutto. Rubo una frase di Roberto Campagna che ad uno tutto d’un pezzo disse “tu sei troppo a piombo pe sta a piombo”. Quelli lì che pensano di aver pensato e invece ripetono a memoria i salmi già scritti e Dio non ha misericordia di loro, perché odia la banalità.

Torno a mio padre che mi frequentava poco, allora le generazioni non si incrociavano, e passando sotto i portici di Latina mi vide seduto al bar. Non mi disse nella nell’immediato poi a casa…”Ma a ti te pagano pe sta agli bar?”.

Non potevo dirgli la verità, che aveva ragione, ma vilmente dissi “ero arrivato allora, allora”. Lui rise, mosse la testa da sinistra a destra ed ebbe la conferma che non mi sarebbe andata liscia questa vita che lui aveva fatto di tutto per farmela in discesa.

Leggeva le mie storie, faceva finta di non capire, ma in cuor suo sapeva che nei tempi che venivano le cose che erano state erano destinate ad essere cancellate. Oggi chi scrive sta a dire opinione in televisione h 24, prende cornetti vegani di fretta e non parla mai con chi ha tempo perso, il caffè lo prende rigorosamente senza caffeina ma se chiedi come muore il maiale si commuove mangiando pancetta affumicata, capisce di tutto ma non ha mai guardato negli occhi un uomo che muore e sentito la puzza della solitudine.