Il cavallino a dondolo

Il cavallino a dondolo

23 Febbraio 2021 0 Di Lidano Grassucci

Andò così, a ripensarci ora è una storia che non vale la pena. Allora era una storia così intensa da togliere ogni pena. Siamo sempre figli di causidici consigli, di retrostorie che non prevedono ingenuità. Eppure siamo stati tutti ingenui anche i generali, i preti, i sapienti e quasi sempre gli assenti. Avevo un cavallino a dondolo, era sul celeste, di legno, con gli occhioni e le maniglie all’altezza delle orecchie. Ci salivo sopra e cavalcavo verso praterie infinite in una stanza dove l’orizzonte più lontano era il merletto di nonna. Il cavallino era arrivato a me da bambini prima ed il avevo il compito di custodirlo il più intatto possibile per passare la mano. L’avevo avuto in affidamento per tutto il tempo in cui potevo credere di essere Capitan Miki e di avere come amico Doppio Rhum e Salasso e di amare Susy con le sue lentiggini.

Cavalcavo in una America dove non avrei mai messo piede e l’unico indiano incontrato era un gatto troppo scaltro per essere acciuffato. Il mio cavallino aveva una montatura di gran gala ed io anche gli speroni.

Non ero loquace, quello capita dopo quando devi parlare se vuoi campare e altre doti non hai, ma in quelle avventure c’erano tanti rumori e il tè delle 4 con i biscotti era rhum e carne di bufalo affumicata.

Poi cominciavo ad essere grande per il destriero di legno, io crescevo lui no. Le avventure si facevano meno da dressage più da concrete mete da sognare e il west diventava altre avventure da conquistare.

Rimase lì il cavallo per anni, poi si decise che era tempo di fargli passare la mano. Gli occhi erano sproporzionati, il legno curvo del dondolo aveva le fibre scoperte ma soprattutto ai bambini non piaceva più dondolare e l’ultimo a cui donato fece festa fui io, per quelli dopo era un gioco stupido e si dondolavano su auto bellissime, moto cromate e poi videogiochi che pareva di stare dove sognavi e non dovevi immaginare.

Il cavallino sarà diventato legno da ardere, i suoi occhioni dipinti si saranno spenti. Ma, ogni tanto ci ripenso al destriero a quando sparavo agli indiani e Doppio Rhum e Salasso erano amici miei e del mio cavallo.

Non dovrei dirlo ma certe volte quando sono solo, quando i rumori si fanno lontani sto nei canyon con gli indiani.