Alimentazione urbana 5 / Il Millennium bug il signor Buonasera
27 Febbraio 2021Il passaggio al nuovo Milennium mi ha richiesto una settimana di pausa e l’acquisto compulsivo, nella giornata di venerdì, di ben tre Magic box, una dietro l’altra, per una spesa complessiva di 13 euro, anzi, ad essere più precisi 12,97, visto che le box sono vendute che manca un centesimo per fare cifra tonda. Qualcuno ancora ci casca? Non ci voglio credere.
Per quelli che io ritengo siano a tutti gli effetti 13 euro ho avuto: una cassetta di frutta e verdura, e ora mi tocca lessare tuta la verdura. Una quantità di pizza bianca che sto bene fino a Natale, due pagnottelle di pane biologiche e due braciole ecologiche, due barattoli di grano kamut, credo che ci si facciano le insalate tipo quella di riso, poi controllo su giallozafferano.
In questo passaggio di decenni attraverso la doggy bag per la padrona del dog, siamo passati dagli anni ‘70 dove si poteva contestare tutto, ma il cibo era ancora sacro, agli anni ‘80 del Mulino Bianco, la Pasta Barilla e la famiglia perfetta (mamma, papà, figlia femmina, figlio maschio), casale di lusso, per atterrare, insieme a Kaori, negli anni ‘90 con i pranzi che prendono la forma degli aperitivi (un 3-4 lustri dopo avverrà il contrario, gli aperitivi prenderanno l’aspetto di pranzi e di cene, prendendone anche il nome).
Comunque sia e tornando al secolo scorso, sul finire di questo c’è stato un momento in cui pare che siamo diventati tutti eleganti, perché buttare le cose da mangiare è stata considerata una cosa molto elegante.
Il passaggio al nuovo millennio è segnato dal Millennium bug, una sorta di replica delle paure dell’anno Mille che poi, grazie ad Alessandro Barbero e al lockdown che ci ha permesso di ascoltarlo su YouTube a tutte le ore, abbiamo capìto essere stata un’invenzione postuma.
Invece l’allarme rosso Millennium bug c’è stato davvero, una sorta di Apocalisse dei computer, che invece se la cavarono con un lieve mal di testa. Quindi, il primo gennaio 2000, ci siamo svegliati vivi e vegeti, con il pc di casa che non fa storie e si collega a internet con l’immancabile fischio del modem.
Da un punto di vista alimentare la pubblicità di quegli anni aiuta poco, non perché non ci fossero spot interessanti, ma perché non hanno lasciato grandi ricordi. Ad eccezione del signor “Buonasera”, che avendo sentito la vicina di casa strillare al telefono dicendo “Adesso esco e vado con il primo che incontro” attraversava il pianerottolo per proporsi come primo sottolineando con un “buonasera”, molto scandito e piuttosto allusivo che per qualche anno è stato replicato in ogni occasione.
Il signor Buonasera sta lavando i piatti in camicia, cravatta, grembiule e guanti. Per non perdere tempo si para così di fronte alla porta della vicina. Cogli l’attimo, diceva lo spot che promuoveva la irripetibile Fiat Uno. Non sappiamo come è andata a finire.
Con il signor Buonasera fa ingresso nella pubblicità, e quindi nel vivere quotidiano, il single. Si prende atto dell’esistenza dei single, che sono quelli più bisognosi di pacchetto ristornate. È difficilissimo fare la spesa solo per se stessi. Se ti fanno la cena già bella impacchettata hai vinto. Hai vinto pure se ti capita un vicino di casa come il signor Buonasera. Personalmente me la sono cavata piuttosto bene con i pacchetti.


