Non è Sanremo se non c’è Luca Velletri e io mi gonfio d’orgoglio
2 Marzo 2021Per le canzoni sono rimasto ai cantautori e ai loro tiramenti, ma anche io sono italiano e quindi…
In realtà entro dentro Sanremo da anni per la stessa “via”: Luca Velletri. Lui non manca mai, la sua voce sta in mille voci e ogni volta che lo inquadrano mi sento importante. “Quello è Luca, paesano mio, amico mio…” E mi lodo per interposta presenza. Non vedo l’ora che mi chiedono al mio evidente vanto di “come lo conosci”. E io faccio tutta la storia dal padre, Bernardo, dalla sua famiglia, fino alle notti alcoliche al Leone Rosso con lui che andava comunque al piano, nonostante tutto.
Sanremo è certo Volare, ma per me provinciale nazionalista (che poi lo siamo tutti noi italiani) non è tutto nelle rose, nelle polemiche artate, negli esperti che stanno alla musica come l’aspartame allo zucchero, ma per me è Luca. Luca che dal video vedi che gli piace, vedi che ci sa fare, vedi che è arte. Direte: lo vanti. E certo perché le cose buone quando ci sono pesano come le cose brutte con la differenza che ci cambiano la vita in meglio.
Mi metterò sul divano davanti alla Tv e darò morte a chiunque mi passi a tiro dicendo a voce che si sente: “quello è luca, amico mio”. Che significa… pure io sono un poco Modugno, per osmosi. Naturalmente sottolineando la “superiorità setina” che non esiste, ma aiuta a farci sentire un poco non banali.


