Il cimitero di Sezze e la “forza paris” perduta

Il cimitero di Sezze e la “forza paris” perduta

18 Marzo 2021 2 Di Lidano Grassucci

  All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne
confortate di pianto è forse il sonno
della morte men duro?

 

Non entro nelle questioni di polizia o di giudici, vengo da una stirpe che conosce le leggi degli uomini, ma è guidato dalla coscienza degli umani.

Sezze, che in questi giorni “onora” la cronaca, era posto dove la comunità, prima del Regno, prima della Repubblica, stabiliva la retta via, o meglio la via che faceva meno male agli altri. Un mondo dove contava quella che i sardi chiamano “valentia”, rispetto rigoroso della comunità. Una modalità che Francesco Cossiga, presidente di questa Repubblica, ricordava sempre per spiegare la sua Sassari che produceva cervelli (da Berlinguer a Segni), finanche soldati eccezionali che cantano “forza paris”, (forza insieme). Quell’insieme che qui, a Sezze, abbiamo forse perso

Il tempo passa e le cose mutano, questa terra è diventata terra “italiana”, ma? Ma è meglio? Quelle regole di prima erano rigore, chi le leggeva aveva lo stesso codice di chi agiva, ed esisteva un senso delle cose che dava limiti e possibilità. Poi arrivava lo Stato con le regole ma così filtrato dal senso sociale che quasi non serviva.

Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me.

Immanuel Kant

Quella legge morale che prevedeva il rispetto del mondo prima di ogni pena di questo mondo. Ma il mio è un discorso ormai morto in un mondo dove tutto si norma e tutto è esterno. Quella idea di vivere insieme sapendo pesare l’errore, l’errante e saper gestire il perdono. Una strada che “preveniva” l’errore grazie alla consapevolezza di poter tutti sbagliare.

Sezze non sarà più nella cronaca se tornerà ad essere nella sua storia fatta di pietà, di rispetto anche di un cimitero che è posto della memoria, non della cronaca.