La zeppola di san Giuseppe

La zeppola di san Giuseppe

22 Marzo 2021 0 Di Lidano Grassucci

Una zeppola di San Giuseppe, sta li che mi parla. Dice sono buona, io gli direi ho fame ed il dolce è piacere sulla fame. Sta lì, mi guarda. Aromi di arabica, moca e robusta ma? Ma se il mondo fosse fatto di marzapane? Le case con le finestre di caramello, i portoni di cioccolato fondente, le strade di liquirizia, E I muri delle case di libri di favole che parlano di città di marzapane… Per volta all’ingresso il ricettario che parla di come fare buona la zuppa inglese e dalle fontane esce gelato.

Sarebbe un bel passeggiare nei giorni in cui il giorno si fa lungo e la mattina è bello dormire un poco più a lungo e dopo svegliato sogni un poco ancora, e anche desto non smetti. La vaniglia è il profumo dell’aria, in ogni angolo e gli alberi sono fiori di ciliegio. Che mondo edulcorato, ma è una favola e come ogni favola un bacio risolve ogni avverso destino, e dentro ci deve stare un bimbo, una bimba capace di ascoltare per raccontare da grande una favola tutta sua, con dolcezze che ora non so.

Noi abbiamo il compito della testimonianza che la dolcezza è possibile e il brutto è solo un incubo da cui ti puoi svegliare. Dovremmo testimoniare la libertà, trasferiamo invece le nostre tensioni.

La zeppola di San Giuseppe è lì, sono rapito. E’ bellissima, pare fatta da un maestro di quelli che conosce il mare, e la  montagna: tonda, con stazioni di crema pasticcera, ciliegie amaranto e zucchero a velo, Da morderle per sporcarsi la faccia, per fare dei baffi alla turca ma bianchi, per baciare la crema e dimenticarsi del resto.

Tutto, ma dico tutto, in un libro di fiabe da leggere d’un fiato ad una bambina che ora pare distratta ma poi incontrerà quella città magari con toni diversi di blu.

Ora che ci penso capitò anche a me: millanta storie di bucanieri e re, di navi spagnole che viaggiavano non d’oro ma di cacao e vaniglia, di zucchero e dame di Spagna. Su quei vascelli tra onde immense nasceva un mondo nuovo con le tonalità del blu di quelle onde.

Galeoni pieni di monete d’oro ma con anima di cioccolato al latte. La follia di essere libero per aver imparato a volare con storie di tacchini parlanti sul volo.

Mangio la zeppola.

Se trovate questo pezzo troppo dolce, pensate a me davanti a questa bellezza e alla memoria di mia nonna che attraverso questo piacere mi spiegò la bellezza direttamente solo un poco più blu.