Il ratto di Proserpina

Il ratto di Proserpina

27 Marzo 2021 0 Di Lidano Grassucci

Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera

Ada Merini

Andava a raccogliere i fiori ma la bellezza ha sempre il suo rapitore e la libertà ha sempre la sua invidia. Libertà e bellezza sono il rancore di ogni Dio che non ha mai avuto amore. Proserpina è il grano che cresce, a marzo è la speranza di giugno. A marzo il grano è fresco di vita, denso di acqua pronto a fare l’amore con la luce per diventare nella mano dell’uomo che sa amare farina e pane e vita senza morire.

Proserpina scegli i fiori, papaveri rossi, in questo mare di verde sotto questo cielo blu. Ma la corsa senza scarpe di una dea è invidia di chi ha calzari da guerra e non sente mai la terra.

Ma esiste un modo per uscire dal freddo, per uscire dal buio, per rapire il rapitore, per condannarlo all’oblio. Cecere madre di questa bellezza a primavera, al ritorno di Proserpina sua figlia,  fa una gran festa: invita i fiori di pesco, chiede ai ciliegi il dono il colore che hanno, chiede alle mandorle di fare il loro annuncio, fa la neve sciogliersi nei ruscelli di montagna e ordina al cielo il più bel blu… spiega agli uomini la libertà. E del dio egoista non resta neanche il ricordo

Proserpina lieve 

 

Nella foto: Gian Lorenzo Bernini, Il ratto di Proserpina      Galleria Borghese, Roma