Riscatto di Sezze: la processione in tv come Bartali al tour
3 Aprile 2021Sezze aveva bisogno di un “riscatto”, di una parola diversa rispetto a quelle brutte dell’ultimo mese. La tv, Lazio Tv, mandando in onda una “riduzione” della processione del Venerdì Santo ha segnato lo stesso riscatto della vittoria di Gino Bartali al tour nel 1948 che evitò una rivoluzione.
Quelle scene in tv hanno riscattato una comunità, la sua identità, la sua… pietà.
Va dato atto agli “attori”, alla associazione passione di Cristo, e alla volontà di vedere il bello in un “venerdì santo” comunitario che non vedeva Pasqua, resurrezione.
Quel programma di ieri è uno spartiacque, una possibilità, un nuovo giro di carte.
E questo riscatta tutto rispetto ad una narrazione un poco lenta, un concentrarsi sugli aspetti teatrali, una forte sapidità spettacolare che ha celato la devozione popolare che è l’anima della manifestazione, l’anima della ragione di una narrazione. La processione era, un esercizio molto intellettuale, ma anche una traduzione popolare di una storia, quella del Nazareno che è complicatissima, sale d’Occidente. Mancavano gli accenti che facevano di Cristo un Cristo un poco setino e meno nazareno , mancava la forte religiosità popolare, la pietà setina che si spiega con : se era bono era i nostro se ha iscito malo è gli nostro ugualo. Quella che non giudica ma perdona, non fa gerarchie di virtù ma accoglie l’errante e non lo giudica, rigorosa contro l’offesa dell’errore
Ma c’era una forza di riscatto intensa in una idea geniale: se non si può fare il rito nella suo teatro naturale che è Sezze si fa in televisione pagando dazio al suo linguaggio, ma dando merito ad un mondo.
Gino Bartali vinse un tour, l’Italia aveva perso la guerra e vissuto una guerra intestina che l’aveva lacerata ed un’altra si preparava, avevano sparato a Palmiro Togliatti “il migliore” e in molti riprendevano le armi. Pareva tutto al suo finire, invece quel cattolico, caratteraccio, brontolone, fiorentino di Bartali non pedalò perfetto, giocò fuoricasa, ma vinse e questo cambiò la storia perchè era la prova che quel paese povero e sconfitto, aveva determinazione che lo potevano far vincere.
Grazie alla gente della processione, e oggi incassiamo la sua bellezza. Domani torneremo a guelfi e ghibellini, a Bartali sì ma Coppi era più forte.


