Barbagianni e pioggia

Barbagianni e pioggia

13 Aprile 2021 0 Di Lidano Grassucci

La notte, la notte ha colori di luna e stelle, ha strane presenze. La notte ha gufi, gatti, barbagianni, civette e volpi che vanno a guardare il mondo da un altro mondo. Hanno tutti occhi grandi, hanno…

Dicono che siano ciascuno figlio di cattivi pensieri, invece capitano cose.

Anche le donne popolano la notte, quando le fatiche dormono, loro tessono pensieri. In alambicchi fanno pozioni per le anime, che poi sono elaborazioni di sentire, nel silenzio. Sono algoritmi del caso.

Narrano che sia uscita appena fuori dall’uscio e che ,con una pioggia fitta, abbia cominciato a danzare, con un barbagianni che la stava a guardare.

Pioggia, terra e danza nell’alambicco con il fuoco mise poco di ciascuno di questi ingredienti  e il resto lo fece il guardare del barbagianni. La pozione che ne uscì era blu, blu intenso in una ampolla trasparente.

Una pozione fatta senza ordine, senza prenotazione: ne prese un sorso lei e divenne danzatrice di un tango argentino, il barbagianni si bagno il becco e divenne un uomo capace di medesimo sguardo e si poteva danzare quel tango.

Suonava la fisarmonica malinconica, poi intensa, poi prorompente di un Piazzolla fuori posto e quel tango aveva per tema la libertà.

Parevano uomo e donna, ma era evidente che erano un barbagianni e la pioggia che si indossava come fosse donna, e il barbagianni non si bagnava e la pioggia non si dissolveva bevuta dalla terra.

Cose di alchimie, cose da film d’animazione, cose che non possono esser vere quando lo sono.

La notte, la notte ha colori di luna e di stelle anche quando non ci sono.

Una bambina disse ad un uomo serio: ho visto un barbagianni ballare con la pioggia, l’uomo sentenziò “impossibile era un sogno”. La bimba comprese che l’altra parte della luna non la può conoscere chi conta e non guarda.