La ragazza nuda di Latina e le feste al cimitero di Sezze

La ragazza nuda di Latina e le feste al cimitero di Sezze

16 Aprile 2021 0 Di Lidano Grassucci
  All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne
confortate di pianto è forse il sonno
della morte men duro?
Ugo Foscolo
Una donna nuda si aggira per la città, ma che sarà… In provincia si bisbiglia sui festini al cimitero di Sezze, ma che sarà. Dio mio la pruderia, quella idea di celare in una sfera innaturale, l’istinto naturale che ci fa uomini e donne maschi e femmine. Ci facciamo meraviglia e se un “folle” urla, è uno che ha urlato, se una donna gira nuda diventa scena da guardare, da commentare, da cercare, da indagare.
A Sezze senza i festini sarebbe stata una “anomala cessioni di spazi per le ossa”, ma il sesso rende tutto più curioso.
Strana la storia del sesso che, senza, non saremo qui nessuno, quindi la cosa più palese del mondo ma è una evidenza da evitare, come far finta che il giorno non è luce del sole.
Le donne che si scoprono sono occhi spiritati, le donne che muoiono un poco di meno. Eppure nasciamo nudi, eppure morire è comunque ingiusto.
Non entro nel merito dei fatti ma delle pruderie sì, da vecchio libertario che ritiene il racconto il posto dell’eccezionale e non del banale. E il sesso è la cosa più naturale che natura abbia creato (o se vi garba il creatore)  e nella sua bellezza ha poco da dire, al massimo tanto da fare. Ma?
Ma i moralisti han chiuso i bar
E le morali han chiuso i vostri cuori
E spento i vostri ardori
È bello ritornar, normalità
È facile tornare con le tante
Stanche pecore bianche
Scusate, non mi lego a questa schiera
Morrò pecora nera
Guccini, canzone di notte n.2
E ricorriamo con il telefono per rubarne la “difficolta’” la donna nuda in città e nessuno che le chieda “come va”
E sento dentro una canzone, sapete sono di una generazione che faceva la musica intorno alle parole. Una canzone che parla della solitudine, ma di quella di Dio
E se Dio fosse uno di noi
Solo e perso come noi
Anche Lui con i suoi guai
Nessuno che Lo chiama mai
Solo per dire: “Come stai?”
Finardi, uno di noi.
Non chiediamo più “come stai”.
E a Sezze? Quella storia non è meglio o peggio se ci sono o non ci sono le feste. Se è vera è brutta per la profanazione dei morti, non per le risa dei vivi. Questo non aggiunge e non toglie rende solo tutti più gradoni e forse assolti di esserci dimenticati dei morti.
Un giorno torneremo a distinguere tra le cose degli uomini e la pietà e le cose contro gli uomini e la morale. Non è contro gli uomini il sesso, il corpo, è contro gli uomini violare i morti, la memoria.