Draghi: “Non tutti gli italiani furono brava gente”
26 Aprile 2021Bisognava dirlo, è giusto dirlo. Draghi è competente, ma questa affermazione è “politica”, “culturale”, “storica”.
Non tutti gli italiani furono brava gente, non quelli che facevano i delatori, non quelli che si sentivano i meglio e gli altri no, i fedeli al dittatore, i complici degli omicidi, i festanti nelle piazze, quelli dell’olio di ricino.
Gli indifferenti, quelli che se ne lavarono le mani. I prepotenti di ogni risma e figura.
Quelli che continuano a rompere le palle con la “malefica” che chiamano bonifica e non ho mai capito perché. Quelli che hanno negato agli altri quello che pretendevano per se.
Gli italiani, non tutti gli italiani, furono brava gente e ora noi non possiamo essere indifferenti perché i delatori, gli approfittatori, i servi di un capo non sono mai andati via.
Quelli che in nome della virtù condannano i peccati degli altri facendo finta di essere buoni quando invece sono interessati.
Quelli che la democrazia è un peso e la rappresentanza un furto e “ci vorrebbe un capo, un padrone”
Neanche l’asino ha padrone.
Draghi ha ragione non tutti gli italiani furono brava gente e quella mala gente ancora non ha smesso di farsi moralista dimenticando la morale, di invocare Cesare.
Bruto era una brava persona
Nella foto una scena del film di Giuseppe De Santis “Italiani brava gente”. De Santis era di Fondi, padre del neorealismo italiano, ma a Latina “ricordano” un certo Cambellotti che pare abbia dato all’umanità alcuni vasi


