Rondini del Mediterraneo in un pensare contemporaneo
28 Maggio 2021Me ne andavo al mattino a spigolare
quando ho visto una barca in mezzo al mare:
era una barca che andava a vapore,
Me ne andavo un tempo a seguire il verso che fanno le rondini a caccia con volo temerario.
Le seguivo ed erano tante, tante da affollare il cielo, nessuno le guardava tutti con la licenza delle loro inutili faccende.
Me ne andavo un tempo a seguire il verso che fanno le rondini…
Una panchina in ombra e sopra queste rondini.
Guardo a terra, guardo di lato, poi guardo i disegni delle rondini nel cielo. Non voglio leggere niente, ma loro mi fanno figure, mi scrivono manifesti mi tirano fuori dal pensare il mio pensiero.
Cerco il presente in qualche cosa che sia stato vero
Dicono che gli dei dell’Olimpo si divertano ad invidiare gli umani e ci giocano un poco, per diletto e per vincere la malattia che annienta gli immortali: la noia.
Ora passa un signore che parla da solo, una ragazza corre alla sua gioventù, un anziano provvede a mangiare spezzandolo un pezzo di pane, come se avesse fame.
Me ne andavo un tempo a seguire il verso che fanno le rondini…
Ho visto una barca in mezzo a questo mare, di lontano da qui dalla costa. Aveva linee capaci di navigare dove osano le barche tra acqua e vento. Aveva la fortuna della rotta, pareva avere fretta di un porto rapido per ripartire.
Era una nave di una marineria che faceva rotta in porti colorati di questo Mediterraneo così affollato di marinai e rondini: tutti migranti da anime ad anime
io, che nella pelle ho il sapore
amaro del pianto eterno
che hanno versato in te centinaia di popoli
da Algeciras a Istanbul
per dipingere di blu
le loro lunghe notti invernali.
A forza di disgrazie,
la tua anima è profonda e oscura.
Manuel Serrat, Mediterraneo
Questa nave che mi tormenta, che aspetto nel porto, una sosta rapida, una sosta rapida poi il mare. Sono qui e la nave ha vele colorate, alberi altissimi, curve che il mare solo può carezzare eppure le sento in questa mano che potrebbe contare le onde.
La polena è una donna dai tratti che hanno certi sogni dei marinai che pensano a Circi nei porti. La polena è figura la cui bellezza sfida tempeste, pirati, e marinerie che con segnali ottici di specchi chiedono: “Che nave siete così bella”.
Capite che tormento.
Scendono a terra marinai ardimentosi che muoiono per una Patria sognata, amati da una donna che ruba il grano e indelebili.
Gli dei si divertono a giocare con gli umani.
Sono solo rondini, solo un pomeriggio di maggio.
E ho preso a navigare.
nascosto dai canneti
riposa il mio primo amore,
porto la tua luce e il tuo odore
ovunque io me ne vada,
e, ammucchiati nella tua sabbia
conservo amore, giochi e dolore…
Manuel Serrat, Mediterraneo
Nella Foto: Picasso, paesaggio mediterraneo


