Pensare capoculo: a Latina non serve l’assessore all’urbanistica ma un giardiniere. Rampicanti a Palazzo M

Pensare capoculo: a Latina non serve l’assessore all’urbanistica ma un giardiniere. Rampicanti a Palazzo M

5 Giugno 2021 0 Di Lidano Grassucci

Il creato non è una proprietà , di cui possiamo spadroneggiare a nostro piacimento; né, tanto meno, è una proprietà solo di alcuni, di pochi: il creato è un dono, è un dono meraviglioso che Dio ci ha dato, perché ne abbiamo cura e lo utilizziamo a beneficio di tutti, sempre con grande rispetto e gratitudine.

Francesco, Papa

 

 

Dopo il Bosco Verticale di Milano, la rivoluzione verde dell’architettura firmata Stefano Boeri, a Torino nascerà il più grande giardino sospeso d’Europa. Un’area che verrà trasformata con oltre 28.000 piante, realizzando tra qualche mese dalla riconversione della leggendaria pista asfaltata costruita alla fine degli Anni ’20 sul tetto della fabbrica del Lingotto di Torino. (Ansa, 4.06.2021)

 

A Torino Stellantis “riruralizza” il tetto dello stabilimento che ha fatta la storia della industrializzazione italiana. A Latina ancora vogliamo fare capannoni, case, tagliare gli alberi. E nessuno propone rampicanti a Palazzo M.

Il mondo cambia, ma noi stiamo sempre nel mondo che è cambiato.

I candidati sindaci sognano magnifiche sorti al mare con… relativa colata di cemento. Sognano città piena di altre case, quando già sono vuote quelle che ci sono. Sognano altri “cubiti” di cemento, quando a Torino a Milano piantano alberi.

Buttare giù quei brutti capannoni industriali, spesso mai usati, e ripiantare grano, carciofi, foraggio. Decidere non dove fare nuovi ospedali, ma dove piantare un roseto. Latina non la conosce nessuno, Ninfa tutti. Perché? La prima è mattoni e cemento, la seconda un roseto.

Qui non serve un assessore all’urbanistica, ne un piano regolatore, ma un giardiniere e un botanico che sceglie le essenze. Se Torino investe in un giardino pensile, Milano fa salire gli alberi nei palazzi, ma noi perché non facciamo di una città intera un giardino? Una città che da Ninfa arriva a Fogliano e poi il mare. In mezzo un bel paesaggio rurale? Arrivano i fondi europei, finanziano. Magari mettendo piante rampicanti su palazzo M, sulla torre civica, alberi al Key, un orto sul tetto del mercato annonario.

Capovolgere i luoghi comuni, al posto del razionalismo (che non ho capito mai cosa sia), al posto della fondazione (manco questo so che sia), piantiamo rose. Rimettiamo gli eucalipti lungo le strade.

Questa è una rivoluzione per domani, le altre sono chiacchiere di ieri

 

Nella foto il progetto di Stellantis del giardino sul tetto del Lingotto a Torino