Baraonda Latina, tra Zaccheo e l’Amba Alagi il centrodestra senza bussola

Baraonda Latina, tra Zaccheo e l’Amba Alagi il centrodestra senza bussola

18 Giugno 2021 0 Di Lidano Grassucci

C’è gente, la campagna vicino a Sabaudia a giugno è un susseguirsi di terreni coltivati, perfetti. Alle 21 è ancora giorno, ha tutto un’aria estiva. Mi colpisce la gente perché dopo oltre un anno di solitudini.

Sono ospite di Federico Ginanneschi e Gennaro Ciaramella. Si parla di Latina, di sindaco e di politica. La web tv è Baraonda Latina il Format. Debbo “dialogare” con due Zaccheo boys, sarebbero coloro che immaginano Vincenzo Zaccheo come candidato sindaco del centrodestra.

Sono Dino Iavarone di Fare Latina

e Lorenzo D’Erme di Olim palus, nunc nos e naturalmente Ciaramella. Altri ospiti ci dovevano stare, ma visto che non si sa il candidato era “meglio non starci”. Dino e Lorenzo mi paiono come i soldati del Duca Amedeo D’Aosta in Africa orientale italiana: Mussolini dichiarò “guerra al mondo” e loro rimasero isolati lì, contro tutti. Fecero più bella figura dell’imbecille dittatore perchè all’Amba Alagi si arresero senza munizioni e gli inglesi gli riconobbero l’onore delle armi.

Rendo onore a Lorenzo e Dino che ci hanno messo la faccia e gli altri sono lontani.

Vedere il nome di Vincenzo Zaccheo associato alle civiche un poco mi duole, lui è “partito”, “parte”, “politica”. Il civismo è “fare” non “progettare”, fare per un “bene oggettivo”, non rivendicare il “bene della propria parte” che è, appunto politica e la politica non è facile nel civismo che della politica è la sinossi.

Lorenzo e Dino spiegano perchè Vincenzo Zaccheo è l’unica via e ne declinano le virtù carismatiche a fronte di una mediocrità di offerta politica.

Federico Ginanneschi espone il dibattito del centrodestra, pongo la candidatura di Ciaramella con l’argomentazione “perchè non lui?”. Gennaro si gongola un poco

La trasmissione ha contributi esterni, Vincenzo Avvisati (ex sindaco di Bassiano) si palesa  e richiamato dall’etnia “cambio posizione” e chiedo Avvisati sindaco di Latina. Lo stesso avvisati precisa che lui vota Memmo Guidi, io incasso e torno a proporre Ciaramella.

Vedete questo è un gioco, ma noi stiamo “recitando” il dibattito paradossale che c’è nel centrodestra di Latina. E l’argomento di Lorenzo e Dino: perchè no Zaccheo? Diventa argomento per la debolezza delle alte opzioni. La politica non è percorso coerente, costruzione, ma “casualità”. E nel “caso” ogni caso è uguale all’altro, indistinto. Lorenzo e Dino descrivono un candidato capace di stare nel profondo della città, ed è vero, ma resta un dettaglio “era un’altra città”. Latina di Zaccheo, ma anche mia, non c’è più se mai ci sia stata.

Lorenzo D’Erme e Dino Iavarone sono riusciti a fare accettabile dialetticamente una operazione di “ritorno al passato” descritta come futurista e antipassatista. Bravi, ci vuole fegato. Cosa che in chi non è venuto è mancato.

Detto questo faccio l’inchino, sperando di non aver annoiato il pubblico, di aver onorato l’invito di Federico e Gennaro e ringrazio i fratelli Mizzon de Lo Zeffiro che hanno fatto la tavola.

Chi sarà il candidato sindaco a Latina? Già c’è, Domenico Guidi sindaco di Bassiano il comune del popolo che di queste terre era il “signore” da millenni.