Il poeta

Il poeta

21 Giugno 2021 1 Di Lidano Grassucci
Il giorno ha gli occhi di un fanciullo. Chiara
la sera pare una ragazza altera.
Ma la notte ha il mio buio colore,
il colore di un cupo splendore.
Sandro Penna
La poesia fotografa l’anima, ne accentua i colori, ne esaspera i sapori. Il poeta non è umano, è un’anima che casualmente è capitato qui e si meraviglia così tanto da fare meraviglie.
Il poeta non cerca il poetare, è questo che lo avvolge, lo coinvolge, lo dispera.
Il poeta è un’anima che non ci doveva essere un errore nel corso banale della vita che ha legge nascere, fare il tempo, e finirla lì. Il poeta non nasce, è un fanciullo al giorno, una ragazza alla sera, colore nella cupa notte.
Non ha diaframma capace di leggere il buio è buio, non ha occhiali neri per difenderli dalla luce, li ha bruciati dalla luce e la immagina. Sente come Argo il cane di Ulisse.
Il poeta entra nella notte e illumina il passo suo, domani non è mai contemplato
Alle carte era un vero campione
Lo chiamavano “Il ras del quartiere”
Ma una sera giocando a scopone
Perse un punto parlando di te
Bruno Lauzi, il poeta
Il poeta è un anima senza pena, senza dolore per se, ma il suo verso lo capisci sempre alle 23. Presto presto che la notte è breve e il verso diventa quello della bottiglia che “versa” nel bicchiere e il vino diventa poetare.
Il poeta conosce i folletti, le fate, ma di persona e li vede negli occhi del disperato, nella follia di chi ha perso tutto anche se stesso. Lui si toglie il cappello alla bellezza, fa l’inchino, come quando passa un’Isotta Fraschini e i cilindri li senti in armonia e suona.
“Nella cupa notte
vola un fantasma iridescente.
Sale e dispiega l’ale
sulla nera infinita umanità!
Tutto il mondo l’invoca
e tutto il mondo l’implora!
Ma il fantasma sparisce coll’aurora
per rinascere nel cuore!
Ed ogni notte nasce
ed ogni giorno muore!”
Giacomo Puccini, Turandot