Latina – Claudio Moscardelli e l’accusa che può più di un’emozione

Latina – Claudio Moscardelli e l’accusa che può più di un’emozione

1 Luglio 2021 0 Di Maria Corsetti

Mattinata di sbigottimento a Latina, dove la notizia dell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Claudio Moscardelli ha scosso le emozioni più che le coscienze.

L’accusa è corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio, i fatti riguarderebbero alcune irregolarità in un concorso da collaboratore amministrativo alla ASL. 23 posti a tempo indeterminato, stipendio di poco meno di millecinquecento euro al mese. Che sarebbero due milioni e mezzo delle vecchie lire, direbbe il solito inopportuno. Che comunque con i tempi che corrono sono preziosi e il vecchio adagio è sempre valido “se vuoi concorrere alla pari devi trovare anche tu una raccomandazione”. 

Sulla realtà dei fatti deciderà la magistratura, se volevo fare il giudice, visto che la laurea in giurisprudenza ce l’ho, mi mettevo a studiare per il concorso. 

Sulla realtà dei sentimenti non ho una laurea, ma da sempre amo Pirandello e mi affascina la meschinità umana pur non riuscendo io a farne letteratura.

Spifferare ai candidati gli argomenti che verranno chiesti, qualora i fatti fossero accertati, è uno scivolone su una enorme buccia di banana. Non ci posso credere che, nell’epoca delle intercettazioni, ci sia ancora chi usi la linea telefonica per certe comunicazioni. Serie e serie televisive non hanno insegnato nulla.

Non ci posso credere che ancora esista qualcuno disposto a rischiare la sua posizione per garantire la posizione di qualcun altro. 

Ai domiciliari il segretario PD, e ti sbatto il PD in prima pagina, anche se la notizia non fa più notizia. 

Provo a scrivere Claudio su Google e il primo nome è Claudio Moscardelli. Dopo ci sono gli omonimi Baglioni e Villa. La corruzione del politico oggi vale di più della melodia di una canzone.

In questo mondo incattivito da chiusure in casa e chiusure di conti correnti c’è bisogno di macchie.