La linea del Piave e la scelta di Nicoletta Zuliani di dire addio al Pd

La linea del Piave e la scelta di Nicoletta Zuliani di dire addio al Pd

17 Luglio 2021 0 Di Lidano Grassucci

Ciascuno sta dove vuole stare, ciascuno risponde al suo sentire. Se Nicoletta Zuliani non si sente più del Pd è nel suo diritto e chi può biasimarla.

Detto questo, sono un vecchio socialista, e noi socialisti per gli addii non siamo secondi a nessuno. Ogni volta che qualcuno di noi si apprestava ad andar via cominciava il suo discorso sostenendo l’importanza dell’unità dei socialisti, subito dopo arrivava il saluto.

Le motivazioni dell’abbandono erano così tante da non essercene alcuna, come ora.

Ma una cosa voglio dirla, non si lascia la nave quando questa affonda.

Oltre a socialista sono anche setino e da noi a Sezze si dice “se era bono era i nostro se ha iscito malo è gli nostro uguale”. Significa che è facile vantarsi di amicizie di grandi uomini, difficile farlo con chi sbaglia, ma anche di questo bisogna avere orgoglio.

Il Pd, forse, non è uscito proprio bene dalle vicende degli ultimi giorni, anni o mesi, ma è stato pur sempre il partito della Zuliani. Se abbandono un esercito mentre vince rischiando la sconfitta sei grande, se lo lasci in ritirata un poco meno.

A Caporetto tutto era finito, dei ragazzi di 19 anni sul Piave decisero che “si poteva ricominciare”. Tutto era perduto, tranne la volontà di quei ragazzi. Sapete come andò a finire la storia, ci fu Vittorio Veneto:

I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza
speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.

Armando Diaz, Bollettino della Vittoria

Io sarei rimasto fermo sul Piave, ma io sono io e ciascuno fa quello che sente.

Mi dissero che era “infame essere socialista”, in molti sparirono, ma in tanti si gonfiarono il petto “Sì, sono socialista l’idea più generosa che ci sia”.