Una madre e la maleducazione dei sempiterni belli in “grazia” di Dio

Una madre e la maleducazione dei sempiterni belli in “grazia” di Dio

17 Luglio 2021 0 Di Lidano Grassucci

Ehi, non si…

Ho visto gli occhi di una madre davanti alla maleducazione di chi diceva “lei non potrà salvare suo figlio, non può…”

Ho visto gli occhi di una madre che guardava il figlio andare al mondo diritto come un fuso e a chi gli diceva “ma dove va è figlio suo…” rispondeva “Sono stata io la sua maestra”.

Del resto mia cara, di che si stupisce, anche l’operaio vuole il figlio dottore
e pensi che ambiente ne può venir fuori, non c’è più morale contessa.
Paolo Pietrangeli, Contessa
Ho visto bimbi di gente per bene diventare mostri nella buona educazione. Mostri come chi gli ha insegnato il giusto e lo sbagliato e la puzza d’incenso mi faceva vomitare per l’idiozia di fare di preghiera bestemmia, io che ho visto bestemmiare come amorevole rosario uomini fatti per la fatica che il buon Dio gli ha dato facendoli nascere dalla parte sbagliata della felicità e facendolo facevano grande il Dio della misericordia.
Le figlie dei mercanti, pallide e belle
Apron le finestre è normale ci son le stelle,
Sembrano felici ma la noia è in agguato
Nel loro dorato privilegio incantato.
Le figlie dei servi hanno guance rosse,
Soffrono tingono gonne rosse,
Leggono romanzi con intrecci rosa,
Sognano palazzi e abiti da sposa.
Nomadi, Mercanti e servi
“Ora fai l’ometto, sta diritto e non dire niente anche se ti diranno che sei malato, anche se ti diranno che non puoi, che sei sbagliato. Io ti dico che oggi non puoi perchè domani potrai, potrai”
Ehi tu, non si tiene la penna così… ma da dove vieni dalle stalle? Ehi tu, non vedi che il tuo grembiule non è uguale e il libro non è originale. Ma da dove vieni.
Non si poteva piangere, non si doveva piangere, poi a casa lontano da ogni luce, da ogni posto pieno di gente guardavi le mani che non sapevano stringere neanche la polvere e ti sentivi come lontano parente anche del cane che entra in Chiesa.
Io ti dico che oggi non puoi perchè domani potrai, potrai”
Mia sorella dice che non sono capace di parlare di nostra madre, ha ragione, non sono in grado di farlo perchè un giorno un sapiente che non valeva niente le ha detto che non avrebbe potuto mai salvarmi. Lei non mosse neanche un muscolo, lo guardò senza odio, lo fissò senza pietà, lo stampò nella sua testa come si fa con i francobolli alla lettera dopo aver sputato sulla colla. Mi strinse, come non aveva fatto mai, aprì il portafogli e chiese “quanti denari le debbo?”. Lui “solo per lei…”. Lo interruppe: “no, tariffa piena. Io pago la tariffa piena le darò tutti i 33 denari che le debbo, uno per uno”.
Viveva ai Parioli lui, mamma in palude. Non mi disse niente mai di questo, ma facemmo un viaggio mano nella mano che non me l’avrebbe data più.
Ma le paure, scendono giù
Mentre i sogni, salgono su,
Salgono su.
Mercanti e servi,
La stessa vita,
Sogni o denari,
Sabbia fra le dita,
Sabbia fra le dita.
Nomadi, mercanti e servi
Mia madre era bellissima, come ogni madre, aveva occhi stupendi e ho capito che mi amava davanti ad un mercante. L’ho capito una volta per sempre e ho capito che c’è chi pensa che l’amore sia niente, la faccia tutto, e sono stitici per le rose.
Nella foto: Pablo Picasso, Madre e figlio