Vita o vite nei dieci gradi di piacere: 9 per le donne, uno solo agli uomini

Vita o vite nei dieci gradi di piacere: 9 per le donne, uno solo agli uomini

20 Luglio 2021 0 Di Lidano Grassucci

Zeus mi diede la possibilità di vivere sette esistenze e questa è una delle sette. Non posso dirvi quale. 

Andrea Camilleri, conversazione su Tiresia

 

Quante vite ha un uomo? Tutti pensiamo una, perché di questa abbiamo il presente, forse il ricordo, ma mai la proiezione. Cosa sarà di me domani?

Per questa ragione contiamo fino ad uno e ci basta, non ne avanza, ma ci basta. Abbiamo una vita, una sola. Ma, ma se così fosse, a cosa sarebbe servita? Ci sarebbe un’eccezione alla vita che ci presente ogni cosa per fare meglio la stessa cosa quando verrà.

Con una vita sola tutto finisce qui, cimitero e sala parto coincidono in un giro a vuoto, sarebbe una beffa inutile, incredibile, assurda

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un’altra vita; se c’è, come voi dite, un Dio nell’infinito, guardatevi nel cuore, l’avete già tradito e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso
Francesco Guccini, Cyrano

Il dubbio assale i viaggiatori, il mondo collassa e non cresce alcun fiore da una sola sterile vita.

Come un sommergibile perso nell’abisso posso immaginare che ci sia un blu sulla mia testa, una nave di prora sfiora questa vascello ma io sono sotto il livello di occhio umano. Seppie giganti, animali da mirabilia, calamari grandi più di montagne e squali che per passare dalla testa alla coda devi correre per un mese.

Nautilus e nel Nautilus ad ora sono salito ed è un’altra vita. Saluto il porto in cui ho riposato ora sarà un altro mare.

E ora son solo e non ho più il conforto
Di amici andati e sempre più mi assale
La noia a vuotar l’ultimo boccale
Come un pensiero che mi si è ritorto
Ma ancora farò vela e partirò
Io da solo e anche se sfinito
La prua indirizzo verso l’infinito
Che prima o poi, lo so, raggiungerò
Francesco Guccini, l’ultima thule
Ecco la risposta a risposta sbagliata abbiamo sempre una vita prossima, abbiamo sempre una carta da mettere sul tavolo anche se è il tavolo che non c’è.
Sette vite aveva Tiresia, anche se al buio, con la condanna del futuro e per una volta una volta sola essere donna. In questo conto oltre l’uno forse c’è la verità. 10 gradi di piacere, di godimento, sono dati da eros ai mortali, 9 gradi possono sentir le donne ed uno, uno solo, agli uomini.
Dieci diversi ma non per una volta l’uno e moltiplicando nove all’infinito si hanno infiniti modi del piacere, ogni numero moltiplicato per uno non muta se stesso.
Se ogni cosa è più di uno la prossima vita non sarà una sola e l’eternità ci accompagnerà. Tiresia per una volta è stato donna e di queste cose sapeva e le vite le contava vivendole.
Beati coloro che si baceranno sempre al di là delle labbra, varcando il confine del piacere, per cibarsi dei sogni.
 Alda Merini