E se alla fine Zaccheo li prendesse per “stracchezza”? Una elezione di seconda visione

E se alla fine Zaccheo li prendesse per “stracchezza”? Una elezione di seconda visione

22 Luglio 2021 0 Di Lidano Grassucci

Ma non si saranno stufati di chiacchiere “a stocco” i leader del centrodestra pontino? Sono settimane che dicono “Ecco, è fatta” e poi niente. Come se la pentola bolle ma non si decide tra bucatini, penne, o spaghetti e l’acqua salata evapora. A pasta scelta non si potrà più cucinarla.

Ma? Ma? Me se la tirano lunga ad un certo punto qualcuno sbotta e dice: dai meglio Zaccheo che niente. Il vecchio lupo di piano, Vincenzo Zaccheo, sa che dalla sua non ha il “consenso” dei trattanti, ma la “complicità” dell’orologio.

Se non scelgono i leader (si fa per dire) sceglie crono e crono va pe le spicce anche perché trovare un folle che si candida a qualche settimana dal voto diventa missione impossibile.

Lui, Zaccheo, è sempre li pronto a votarsi al sacrificio supremo.

Insomma se a sinistra Coletta è stato inevitabile rischia la destra l’inevitabile ritorno. Per la prima volta si voterà come una volta da noi a Sezze arrivavano i film di “seconda visione”, una elezione di seconda visione.

Perché in politica non decidere è decidere.

Servirebbero sindaci a forma di sindaco, con leader a forma di leader e tutti seriamente interessati non a governare la città che c’è, ma a costruire la città futura.

Cosa avrebbe fatto Zaccheo con la messa in vendita della sede di Banca d’Italia? L’avrebbe comprata. Per farci cosa? Poi si vedeva.

Cosa ha fatto Coletta? Tale e quale.

I particolari fanno la convergenza. Buon cinema