Auguri a Michele Achilli da un gruppo di ex ragazzi socialisti che ha creduto nell’utopia
23 Luglio 2021Una figura poco conosciuta della nostra sinistra quella di Michele Achilli, ma di sicuro tra le più nobili e coriacee. Da ragazzo ero iscritto alla Federazione giovanile socialista (FGSI) e facevo parte della corrente detta “achilliana”; nel partito (si era tra il 1978 e l’84, l’anno in cui ne sono uscito) rappresentavamo Il 2% degli iscritti, ma nella giovanile si contava di più. Eravamo a sinistra degli autonomisti craxiani e anche dei lombardiani; fieramente a sinistra, in sintesi più vicini al #movimento che al Psi e ancor più al Pci.
Gianfranco Pannone pubblica questo post per fare gli auguri per i 90 anni di Michele Achilli segnalato da Bobo Craxi. Achilli è stato leader della sinistra socialista. Tra i ragazzi della Fgsi che cita Gianfranco ci sono anche io, sì perchè allora credevamo che ora sarebbe stato diverso. Credevano che un partito riformista nella prassi doveva essere rivoluzionario nella meta. Pensavamo che le piazze si dovessero riempiere di festa di “zingari felici”. Eravamo non liberali con il conseguente egoismo di quella libertà, ma libertari cioè anarchici ad ogni ostacolo, allergici ad ogni imposizione, fino ad essere libertini nell’amare l’amore.
Quel gruppo era una ipotetica politica nell’unico partito che poteva concepirla, quello socialista dove ogni eresia è ammessa ogni ortodossia bandita, dove si amano le streghe e meno le sante, dove non ci vergognavamo
Ai gridi e ai lamenti di noi plebe tradita la lega dei potenti si scosse impaurita
E prenci e magistrati gridaron coi signori che siam degli arrabbiati, dei rudi malfattori
Folli non siam, nè tristi, nè bruti, nè briganti
Ma siam degli anarchisti, pel bene militanti
Attilio Panizza, Inno dei malfattori
Mannaggia Gianfranco che me lo ha fatto ricordare di quando ad ogni altare di Chiese vecchie e nuove noi rispondevamo con maramalda, sfacciata, spavalderia. Non eravamo la meglio gioventù eravamo la rivolta impossibile. Siamo finiti male, non c’è che dire ma lo possiamo dire che iniziammo bene, iniziammo vivendo.
Ma ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l’amore
e rotolarsi per terra,
ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra
Claudio Lolli, Ho visto degli zingari felici
Siamo stati dei socialisti marxisti libertari, anarchici utopisti di una scienza che non c’era e prima di tutto siamo stati quel che sono sempre tutti i socialisti: i portatori della idea più generosa che c’è. E non chiediamo perdono ma lo rifaremmo per perdere di nuovo e poi ancora, fino al giorno in cui ci sveglieremo davanti al sole di domani
Nella foto Michele Achilli


