Eremo e ragazza vestita di verde

Eremo e ragazza vestita di verde

26 Luglio 2021 0 Di Lidano Grassucci

Questa è la storia di Astolfo che cerca il senno sulla luna, dalla parte nascosta della luna. E questa ricerca vo narrando che non è di Astolfo ma di ogni animo tosto con se stesso

Fu condutto in un vallon fra due montagne istretto,
ovemirabilmente era ridutto
ciò che si perde o per nostro diffetto,
o per colpa di tempo o di Fortuna:
ciò che si perde qui, là si raguna.

Ludovico Ariosto, Orlando Furioso

Il senno che è animo nostro si nasconde a noi nella corsa che abbiamo a stare nel mondo perdendo il gusto di vivere nel mondo. Ma dove sta la faccia nascosta della luna? E l’ippogrifo per arrivare lì sopra e poi dall’altra parte.

Sapete quel che è smarrito resta solo in un posto nascosto e solo chi non crede che esista ha già tradito.

Astolfo crede alla sua sorte, si cerca anche se le sue idee si sono perse come l’animo rubato dal tempo scandito da una vita fatta di ipocrite certezze, di finte verità, e di incontrovertibili furberie.

Aspetterò
La luna per partire
Cavalcherò
Le nuvole
Finché sarà
Davanti a me
Quel senno che non trovi più
Negramaro, Astolfo
Astolfo non è solo cavaliere da ippogrifo è ogni cavalcatura del cavallo con le ali, è il suo viaggio il viaggio di ogni umano alla ricerca del perduto di noi.
Nella faccia nascosta della luna c’è una valle dove trovi quel perduto dolore che annunciava perduti amori, che affiancava perdute possibilità, smarrite speranza. Ma a nessuno interessa tutto questo come avanzi di un viaggio che dimentica i particolari. Ma quando la luna si quieta, i suoi viventi fanno sogni di luna, allora come eremiti ci si trova a riprendere il filo strappato, a farne trama e ordino per un nuovo tessuto filato non per mostrare ma per restare.
Stiliti sulla colonna della vita. Da li non si scende ma si trascende.
Una donna si veste di verde, tessuto leggero, caldo da mandare via. Pelle da far respirare, pensieri da liberare, sentirsi e non preoccuparsi di farsi sentire. Il senno si fa segreto dei liberi pensieri “ritrovati”, dalla valle nascosta della luna un vento lunare che solleva la gonna, che scompiglia i capelli che porta pensieri che non erano previsti dai ladri del tempo, dai rapinatori delle unicità che hanno come pistola la banalità.
Una donna si veste di verde, sale su di un ippogrifo e vola. Nessuno l’attende, nessuno fa il tifo al volo radente e ora si tuffa nel blu. Sente il vento siderale
Corri, corri come un gatto
Dal tuo letto alla fantasia
Corri come la tua amica matta
Dalla luna a una nuova bugia
E corri corri come corre il vento
Che se la gonna te la strappa una spina
Ahi, Valentina
Ornella Vanoni, Valentina
Adesso è tempo che andiamo amico mio, andremo in un monastero ciascuno nella sua cella e per giorni non parleremo, non ascolteremo suoni, non faremo salmi. Solo soli, solo senza orologi, ogni tanto la campana con suo suono dirà che c’è un Dio dell’universo che ci ha fatti come siamo e di questo non abbiamo vergogna, testimoni della cattiveria della gogna dei banali. Andammo in due, tornammo freschi, i monaci non chi chiesero conto, la campana fece l’ultimo tocco. Avevamo visto l’altra faccia della luna da questa faccia pigra della terra. E seppure la nostra strada non era buona, il silenzio ci comprese e ricomprese nella nostra vita cose così insensate da essere il nostro segno.
A chi diceva “È stato un male”
A chi diceva “È stato un bene”
Raccomandò “Non vi conviene
Venir con me dovunque vada
Ma c’è amore un po’ per tutti”
E tutti quanti hanno un amore
Sulla cattiva strada
Sulla cattiva strada
Fabrizio De André, La cattiva strada