Premio Camilla, la “matria” che riconosce il suo genio
29 Luglio 2021
“Da piccola mi pareva incredibile che tutte le città fossero state fondate da uomini, la mia no. La mia l’aveva fondata una donna”. Alice Urciolo l’autrice di Adorazione, romanzo selezionato per lo Strega, fa questa riflessione all’atto di ricevere il premio Camilla del Comune di Priverno riservato alle donne e voluto dal sindaco AnnaMaria Bilancia.
Sono presidente della commissione che assegna il premio e man mano che la cerimonia (è la seconda edizione, una saltata per il Covid) va avanti “capisco” e “mi spiego”.
Siamo all’infermeria di Fossanova, fa un caldo che scansati. Ma si dipana davanti a me una “storia”, “una cultura” profonda, che neghiamo talvolta a noi stessi nella banalità dell’ovvio in cui ogni differenza diventa indifferenza. Priverno è città fondata da donna, da donna guerriera, in una terra di maghe all’inizio della letteratura non nostra ma d’Occidente, come Circe, è culto della madre nella Mater Matuta, è perduti amori della Bella Ninfa e potrei correre fino a Santa Maria Goretti e oltre, oltre tanto.
La prima premiata è Antonella Polimeni, rettrice dell’Università La Sapienza di Roma, la prima in 700 anni di storia. La prima che rompe uno schema che pareva scritto in scritture sacre e non nell’ipocrisia dei pregiudizi umani. Lei, prima rettrice donna, premiata da un sindaco donna, da un’assessore donna, Enrica Onorati.
Che film la vita, che ti cambia le cose davanti agli occhi. Vedo la forza delle nostre donne capaci di “educare”, “tramandare”, “far conoscere” questa terra così donna da essere “matria” e non patria come il resto.
Arriva come se il mondo si fosse ristretto nello schermo gigante il volto di Mercedes Paniccia la ricercatrice del Cern di Ginevra. Una donna capace di “sentire le stelle”, “le voci dell’universo”.
Siamo in un mondo straordinario che cambia ogni giorno e non te lo dice, poi (come ora) te lo grida e capisci che tutto è mutato, cambiato, che siamo meglio del vecchio quadro dove ci siamo dipinti in nero. Sono coloratissime queste storie, sono storie di forza di volontà davanti alla banalità, non del male, ma dei luoghi comuni.
Premio a Anna Di Lelio dirigente della psichiatria infantile del centro di Priverno. C’è chi “legge” le voci del cielo e chi la voce profonda dei bambini, quelli che prima non avevano diritto alla voce.
Alda Ronci riceve il premio per la sua “passione” per la pallavolo e il volontariato. L’ascolto e penso alle parole di Francesco De Gregori del Bandito e il campione e ci gioco un poco “ogni donna ha una grande passione…” Quella di Alda è insegnare la pallavolo e ne fa campionesse come Manuela Leggeri e Emanuela Fiore.
Poi tocca a me, dico non per ricevere premi che, oggettivamente, non merito, ma per consegnarlo il premio Camilla a Graziella Di Mambro, giornalista di Latina oggi, di giudiziaria. Un poco, confesso, mi gonfio perchè cominciammo insieme in un mondo, il giornalismo locale, tutto da inventare e per una donna era un poco più in salita. C’è chi fa il giornalista comodo al videoterminale, c’è chi (come me) lo fa al bar parlando (e ascoltando la gente) e chi indaga come Graziella Di Mambro. Lei sa che ci separano antiche sfumature nel suo rigore e nella mia profonda garanzia, a guardie e ladri avremmo giocato in campi differenti, ma quanta fatica hai fatto ed è giusto che sia.

Ed ora bisogna riconosce a “Cesare quel che è di Cesare”. Ringrazio Corallina Trani, mi ha seguito per telefono per farmi fare io che rinvio ogni cosa per il tempo che non ho ma mi illudo di avere, Giovanna Campoli che ha materialmente realizzato il premio insieme ai ragazzi ed ai professori del Baboto e Michela Amoroso.
Debbo citare la mia giuria che ha accettato i miei modi dirigisti nel lavoro, ma a cui debbo uno scrupolo per me difficile. Le cito tutte e le ringrazio di cuore Margherita Cancellieri, Vittoria Capodilupo, Yulia Borretti, Sherì Kamili.
La manifestazione è stata presentata da Elide dell’Unto.
Con il Sindaco erano presenti l’assessore Quattrociocche, la Consigliera Fanelli, la consigliera Federica Cristofari.
Gli intermezzi musicali sono stati curati dal soprano Giorgia Bruno e Chiara Tiboni al clavicembalo
Hanno premiato: Maria Vittoria Carfagna, Sadro Paglia, Luisella Fanelli, Mario Giorgi, Elisa Gatta, Marina Eianti


