Ho rischiato di vivere

Ho rischiato di vivere

30 Luglio 2021 0 Di Lidano Grassucci

Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati

Bertolt Brecht

 

Che figura ho fatto, tutto era già assunto. Anche le guardie. Ciascuno aveva la ragione buona per stare dove era e chi non ancora si preparava a far carriera. Danzatori da circo, circondati dalle loro particolari mostruosità che erano rassicuranti realtà di una ipocrisia tutta borghese. Mille ragioni per fare quel che andava fatto, come era fatto anche fosse un grave misfatto

Perché il misfatto c’era ed era l’assoluta perdita di umana dignità di libertà di fallire, si sbagliare, di provare vergogna per l’unica vera cosa immonda che ho sentito: essere identico cioè essere adatto al modello, essere prototipo di una serie o ultima copia in serie.

Quindi va cercato posto nel posto che mi era rimasto libero era il torto. Torto alla portata della tavola imbandita, torto al vino che era bandito per l’allegrezza e premio ad una sbandierata salvezza. Non volevo ragioni perché non ne avevo ma in vista del medesimo epilogo volevo libere emozioni sempre da scrivere ogni volta che erano scritte e mai rilette.

Mi fu modello il mare, mi fu centesimo per un euro la riga da rispettare nel quaderno dei doveri che lessi non da sinistra a destra, non al contrario ma scrivendo curve alla riga.

Dio e l’umanità hanno fondato la loro causa su nulla, su null’altro che se stessi. Allo stesso modo io fondo allora la mia causa su me stesso, io che, al pari di Dio, sono il nulla di ogni altro, che sono il mio tutto, io che sono l’unico

Max Stirner

La presunzione che è anche essa figlia di torto e non di ragione.

Non chiedere mai ma prendi e se puoi bastati che il resto è nulla. Questo lo hanno capito i monaci, gli autori di monologhi, e le nuvole nel cielo non ne troverete due eguali e nessuna differente alla negazione di ogni modello. Mi confuse solo la bellezza che avevo dentro come domanda che fuori non aveva che possibilità mai evidenze, come l’asceta a dio, la mistica all’estasi.

Mi sono seduto dalla parte del torto, certo era libero il posto e il resto affollato ma mi ero anche vaccinato e ho rischiato di vivere. Quasi cadevo ma è stato bello.

Nella foto: Edvard Munch – Melancholy (1894)