Coletta riceve Matteo Ciampi, che bella la città normale dei desideri

Coletta riceve Matteo Ciampi, che bella la città normale dei desideri

8 Agosto 2021 0 Di Lidano Grassucci

“È inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desiderio riescono a cancellare la città o ne sono cancellati.”

Italo Calvino, Le città invisibili

 

Discussioni stucchevoli sul passato, elogi funebri che sanno di lirica e bloccano il respiro come l’umidità di questo agosto. Latina è mortificata da corvi neri, da passati inquietanti e futuri mai considerati. E’ una perla in mano a avvoltoi che ne vogliono l’esclusiva dei loro egoismi non capendo che il suo futuro sta nella generosità di essere normale.

In Comune il sindaco Damiano Coletta ha ricevuto insieme alla presidente provinciale del Coni Alessia Gasbarroni, Matteo Ciampi. Il ragazzo di Latina, il primo ragazzo di Latina, chiamato a partecipare ad una finale olimpica (nuoto 4×200) nella storia. Un ragazzo che, come tanti ragazzi di questa città, non bada a ieri, non ha nostalgie, ma nuota per domani. Sacrifici, non retorica, sacrifici non vanterie, sacrifici come i tanti ragazzi italiani dalle mille storie che a Tokyo hanno vinto 40 medaglie, ed hanno combattuto altre 100 volte per dimostrare non di essere meglio o peggio, ma di essere eguali tanto da competere e vincere.

Matteo è così, Matteo è il volto di una città così nuova da avere la sua faccia di ragazzo quasi stupita del rumore, lui che sente l’acqua e il suo corpo, lui che non può fermarsi e stringe i denti e va avanti veloce, più che può e anche si più.

Dietro una famiglia, gli amici, la scuola, la gente che ogni mattina si alza e fa al meglio la sua gara quotidiana per essere la sera meglio di come si è svegliata la mattina. Famiglie che “spiegano” il lavoro, che danno amore, che non cercano riscatti a quello che non sono state ma prendono il frutto che viene e il frutto viene bene.

Il sindaco ha fatto bene a dare una targa sotto il simbolo di una città che non è il nero che sta intorno allo scudetto del suo simbolo ma è gli occhi distesi e colorati  dei ragazzi accanto al sindaco.

Latina è Matteo, Alessia… quei ragazzi che si sono tolti di dosso i peso del niente che eravamo e stanno facendo una Latina città di uomini e non di case.

La città capace di dare forma ai desideri come quelli di Matteo e dei mille e mille ragazzi di Latina. Il resto? Cose di chi ha finito i giorni ed ha rancore per quel che gli resta e non generosità per la prossima scoperta.