Facile dire destra, la Miele con Coluzzi e Carnevale “lasciano” i zaccheiani. La corsa senza partiti
9 Agosto 2021La scelta è fatta, ma quando si sceglie con tanti “però”, con tanti “ma”. Ci si pensa e ci si ripensa, i ma si fanno distacco, chiusura: Vincenzo Zaccheo è stato sindaco 10 anni fa e lo è stato per 9 ani prima. Il vincitore lascia ricordi e anche “distinguo”.
Giovanna Miele (nella foto), Matteo Coluzzi, Massimiliano Carnevale ora si distinguono e pensa alla corsa in solitario e pare non siano i soli. Forza Italia di Alessandro Calvi non può non avere mal di pancia, anzi una colica forte, ora vedranno se l’Imodium proposto farà effetto grazie anche a dosi massicce di enterogermina per rifare la flora intestinale. Ci sono troppi colonnelli che non diventeranno mai generali, al massimo attendenti.
Questo è il quadro certo è che è anche vero che bisognava put trovare uno che voleva giocarsi questa partita che dire disperata è poco. Hai poco tempo. Hai mesi di pessime figure: esponenti della coalizione (leggi Durigon su Mussolini) che dovrebbero scoprire l’arte di tacere, gelosie, prese in giro verso consiglieri come la Celentano. Hai bisogno di risorse e devi lavorare sotto il sol leone. Insomma alla fine Vincenzo Zaccheo era “inevitabile”.
Certo è che Zaccheo una volta incassato il via non ha “debiti” e i partiti della coalizione avranno il peso che ha la particella di sodio nell’acqua Lete. La sfida è personale, come è personale quella di Coletta.
Un modello politico nuovo, meglio prepolitico. I leader del centrodestra hanno scelto l’autocancellazione politica. Prosit.


