Cielo fumé di deserto
10 Agosto 2021Un vento dal sud porta qui sabbia del deserto, il cielo si fa rosso di velo. Poi piove terra che porta a terra altra terra alla terra. Ma a che serve terra alla terrà che c’è già? A mischiare le cose nel turbinio di questo mondo. Qui, amica mia, è tutto un mischiare cose che per chi non sa pensare dovrebbero star ferme sotto il sole o davanti al mare, invece dobbiamo navigare, dobbiamo osare, dobbiamo mischiare.
Dio mise paura agli uomini raccontando di ali di cera, ma gli uomini le fecero d’acciaio con elica e motore. Dio disse che per mare c’erano colonne e poi giù nel niente più nero che blu. Invece marinai di Spagna fecero di forma ardita il legno, grandi le vele e il coraggio di un italiano che pensava che se c’era andata ci sarebbe stato ritorno. Pensava che il mondo era tondo come una mela, come l’acino del vino e anche se ti ubriachi alla morte del sole, al suo rinascere torni l’uomo o la donna che sei con i pensieri tuoi con cui ieri hai solo ballato ma non cambiato, anche col casqué di un tango che era quasi amore.
Siamo condannati a questa sorte e allora a manetta il motore, l’elica gira, si avvita nell’aria come la vita al suo corso, ed ecco la quota che fa piccolo il mondo. Allora le vele, il trinchetto e gli alisei che sanno dove andare da questo mare ad un altro mondo, un mondo nuovo col sapore del pomodoro.
Ecco ci mischiamo e se noi viaggiamo perché la terra no, la sabbia no, l’aria no, l’acqua no, noi no. Viaggiamo e facciamo l’amore con un diverso da noi e poi sarà qualcosa di ancora un altro verso, rima del tempo alla vita.
Il cielo ora porterà terra del deserto e ci sono giorni che lì, li nel deserto uccelli portano nel loro migrare ghiande, aghi di pino e semini di agrumi e di vite che vorrebbe portare lontano il vino.
Sabbia di un viaggio da lontano, sul mio volto ora la prima goccia come una lacrima e lascia una scia di sabbia fina, di polvere di sabbia. La mia faccia è una cartina geografica come quella di quando da bimbi polvere e sudore facevano della nostra faccia un mappamondo a dirci che siamo ogni cosa di questo mondo.
Vedo una ragazza così bella da togliere la vista al cielo che come una squaw pelle di luna si fa vestire da questa terra d’Africa arrivata dal cielo e si fa amare mischiando sogni e vero, facendo la sua vitalità.
Che bello questo cielo fumé di deserto


