Sezze/Da Di Raimo 1 a Di Raimo 2, il Pd ha scelto. Il nodo della sinistra

Sezze/Da Di Raimo 1 a Di Raimo 2, il Pd ha scelto. Il nodo della sinistra

10 Agosto 2021 0 Di Lidano Grassucci

Vince chi è determinato, se poi determina è un altro concetto. Ieri Il Pd setino ha dato il via libera alla seconda corsa di Sergio Di Raimo. Ha vinto la sua determinazione, che in politica è virtù, davanti alle ragioni verbose ma che non avevano volto.

Di Raimo aveva fatto come Penelope: al momento delle dimissioni aveva disfatto la tela, ma di notte la ricomponeva, e Ulisse questa volta era il tempo che ad agosto pieno quando si vota a ottobre appena iniziato lascia poco spazio ai distinguo.

Gli altri? Parlato tanto, ragioni pure, ma poi non c’era il campione: insomma senza Jacobs non si possono correre i 100 metri, anche se si è, in cattedra, professori di come si dovrebbe correre.

Più che una scelta è una presa di atto, ma il risultato questo è. Si apre ora un problema sulla presenza della sinistra dentro il consiglio comunale. E’ un confronto che a sinistra debbono fare alla loro storia, se fossi in loro (ma non  lo sono) andrei da Enzo Eramo (naturalmente confesso la mia personale amicizia sessantennale con lui)  come si va alla Santissima a chiedere il miracolo di non far morire la sinistra popolare setina. Quella sinistra che non ha scelto la parte per letture o racconti fantastici, che pensa che il socialismo sia un luna park gratuito, la rivoluzione una taranta senza sangue, la vita un impiego. Ma l’ha scelta per bisogno, per memoria di fame, perché gli altri avevano preti, prefetti, direttori generali che li aiutano e loro erano soli. Se Di Raimo è il candidato sindaco, nella lista del Pd si può lavorare.

 

Una sinistra che inizia con Temistocle Velletri, che è rigorosa nella libertà, e arriva sino ad oggi. Se si perde? Si perde una delle anime di questo posto, che è  (mi scuserete il conflitto di interesse) anche la mia.

In questi giorni questo è il tema, perchè se c’è il centrodestra, il centro, ma senza la sinistra l’anatra zompa ma non cammina e men che mai può prendere il volo.

Poi parlare di virtù è facile (praticarle un poco meno), sentirsi meglio altrettanto (chi mai si sente peggio), ma riscattare le condizioni date, ora e qui è altro.

La sinistra ora non deve interrogarsi su Di Raimo sì o no, ma sul suo futuro.

Sono socialista e ricordo che  Francois Mitterrand  si candidò due volte alla presidenza di Francia, e pere poi la terza volta vinse e lo fece anche una quarta e cambio il volto della Francia, e dell’Europa. Oggi è tempo di costruire, ma bisogna avere coraggio e non restare puri a guardare.

A Sergio Di Raimo ha fatto agio la determinazione, se la sinistra non vuole aspettare la prossima determinazione deve costruire da sola la sua.