Zaccheo ha già vinto, è arrivato in finale. Fazzone, Calandrini e Durigon gli hanno detto “Solo tu”
10 Agosto 2021Dobbiamo dirlo: Vincenzo Zaccheo ha vinto. Mandato via con sfiducia non degli altri ma dei suoi 11 anni fa, ora lo richiamano dicendo, di fatto, “che è indispensabile. I partiti sono pentiti del golpe fatto, come se il discorso funebre a Cesare non l’avesse fatto il fido Antonio, ma Bruto stesso. Come se il Senato, salvato da Bruto, avesse richiesto a gran voce di essere “abolito” invocando la resurrezione di Cesare. Ora per il domani tocca al fato e al suo capriccio, ma interessa poco, contava la resurrezione di Cesare.
A Latina pensano che il passato non è storia, ma un romanzo che si può riscrivere a piacimento. Del resto lo “storico” locale è Pennacchi che è come fare storico dell’Italia intera non Croce, o De Felice, ma D’Annunzio, o Leopardi (che so grandi, ma su altri casi). Questa è città dove si è sempre vergini: i fascisti fecero 4 case, fecero una guerra che le distrusse, ma la colpa non fu loro ma dei democratici che la città la fecero d’avvero lavorando liberi e non a cottimo per il Duce. Come se a Cartagine i fenici festeggiassero Scipione l’Africano dando la colpa della distruzione ad Annibale.
Ma Zaccheo ha memoria e la sua è vittoria oggettiva, a lui interessa meno quello che accadrà, tanto quello che è accaduto. Durigon, Fazzone, Calandrini, Procaccini hanno detto, anzi cantato:
Solo tu
Col calore
Quel mattino che rinasce
Intorno al sole
Cosa può più importare
Se la pelle tua si lascia accarezzare
Risvegliarsi ormai per me
Non ha senso senza te
Mattia Bazar, Solo tu


