L’angelo

L’angelo

17 Agosto 2021 0 Di Lidano Grassucci

L’angelo è metafora della capacità della mente di uscire dal cerchio chiuso del nostro orizzonte tridimensionale. L’angelo è rappresentazione. La sua funzione non è tanto quella di rivelare all’uomo ciò che è nascosto, di manifestare l’inattingibile, ma piuttosto di indicare l’inattingibile, di custodirlo.

Massimo Cacciari

Ma esistono gli angeli?

Credo che esistano gli orchi, esistono in vestiti che ti paiono normali. Brava gente, mite come colombi, ma senza pace come quegli uccelli che non stanno fermi mai.

Esistono gli orchi che si disvelano contro l’ultimo, tifano per i roghi dopo che hanno chiesto amore alle streghe, conforto nel perdono degli eretici.

Esistono gli orchi che si fanno branco e l’agnello è perduto. Esiste un cattivo dentro che fa maschere umane di animi orchi.

Se questo è destino da qualche parte ci deve essere un altro destinare. Ci deve essere un vento dal cielo che toglie le maschere all’orco e non lo fa respirare.

Se, e dico se, avete incontrato l’orco, ne avete visto la macabra danza, sapete la risposta alla domanda.

Gli angeli sono per dono una curva su una via diritta, pace alla sete, conforto al piede per il prossimo passo.

Sono luna di bellezza, sono sole che non si fa orco per le sue bestie ma carezza alla sua gente, sole di marzo.

Se c’è un sole che uccide a luglio, c’è quello che risorge di marzo e quello cupo, assente di dicembre.

Sì, gli angeli ci sono, io ne sono testimone. “figlio mio bello dormi, dormi e dormi che non ci sono notti insonni io veglio che ti fai grande, poi andrai forte come Achille. Ma ora dormi“. L’angelo è nel canto di una ninna nanna, amore ai bambini che saranno uomini salvi per quella nenia vaccino ad ogni orco.

L’angelo è lei del primo bacio, l’angelo è lei del bacio per sempre. L’angelo è ogni dono, è custode di un destino. E’ amare sentendosi amati nell’incertezza inevitabile dell’amore.

Sì ci sono gli angeli e giocano a bocce durante i temporali, sopra le nubi e quando prendono il boccino giù saette a far l’amore col mare e tuono con gran rumore. Così ci siamo tutti nascosti sotto le coperte ma è venuta sempre una carezza a raccontarci di angeli giocatori bravissimi in un campo fatto di cotone con bocce fatte di rumore per difenderci dal temporale.

Gli angeli ci sono e volo infinito. Fermatevi guardate la luna e ci passeranno sopra, ali di cotone, volo di airone e la grandezza dell’aquila. Sì, gli angeli esistono e gli orchi non ci sono più.

Io comunque gli angeli li ho incontrati, non vi assicuro sul numero ma di certo li ho incontrati ed anche riconosciuti. Gli orchi no, non davvero, erano così brutti che restavano vili alle spalle, di loro so dirvi il dolore di cui sono capaci.

Nella foto: Paol Klee, Angelo smemorato