Coletta-Zaccheo, chi vince? Le previsioni da Barbanera e il consiglio di Nereo Rocco

Coletta-Zaccheo, chi vince? Le previsioni da Barbanera e il consiglio di Nereo Rocco

18 Agosto 2021 0 Di Lidano Grassucci

Uno, Vincenzo Zaccheo, si dice competente, l’altro, Damiano Coletta, si dice cacciatore di mercanti dal tempio, la terza Annalisa Muzio ha un bel da Fare. Gli altri dicono quel che sanno, come possono. Ma come andrà ad ottobre? Naturalmente il futuro non lo conosce nessuno, ma come faceva Barbanera con le sue previsioni vediamo di dire qualcosa in ragione di quanto è avvenuto già.

Partiamo dai potenziali:

Zaccheo è già stato sindaco  (11 anni fa), per due volte, la prima sulla scia della esperienza di finestra ma anche in sua discontinuità vinse al primo turno. La seconda volta dovette fare i conti con la congiura di palazzo di Fabrizio Cirilli. L’avversario interno arrivò a sfiorare lo scontro diretto con Zaccheo, ma per un soffio passo il candidato del Pd, Maurizio Mansutti. Al secondo turno vinse in scioltezza Zaccheo. Deduzioni: il centrodestra di Zaccheo ha potenzialità oltre il 50%, ma la Annalisa Muzio viene dal mondo di Cirilli e, nonostante le giravolte della candidata, pesca a Destra come nel ceto medio già cirilliano, l’elettorato di Forza Italia e dei moderati in genere non è in fase entusiastica. Ergo, la vittoria al primo turno non è probabile.

Coletta prese al primo turno qualche cosa sopra il 20% le sue liste ancor di meno, superò di un soffio il Pd di Enrico Forte anche lui sul 20%. Un potenziale al primo turno da 45%. Vero che al secondo turno arrivò, Coletta, al 75% ma era una sorta di giudizio di Dio davanti ad una destra divisa, rancorosa. Sta di fatto che 3 elettori su 4 a Coletta una volta lo hanno già votato e questo “potenzialmente” conta. Quindi che Coletta arrivi ai suoi massimi non è facile, il Pd non è in buona salute in questa fase, lo stesso Coletta ha perso pezzi tra i consiglieri comunali e parecchio del “pensiero” riformista scegliendo un “pensiero di governo”. Diciamo prima era movimento, ora è regime… va detto che esercitare il potere ha qualche effetto elettorale. Deduzioni: il ballottaggio è l’ipotesi più probabile.

Secondo turno:

Qui è come ai rigori, vince non il più “vicino” agli elettori come nel primo turno ma il meno lontano. Qui è come ai rigori, una scommessa. Poi? Poi magare ne imbrocchi 3 di seguito e l’altro li sbaglia tutti e emerge una differenza che in realtà non c’è. L’elettorato di centrodestra la volta precedente con Coletta non ha esitato a non votare il suo candidato era Nicola Calandrini e a scegliere l’altro.

CONCLUSIONI

Abbiamo giocato un poco, ma in questa corsa che sarà sicuramente a quello che non hai fatto tu e su di chi è la colpa vincerà l’empatia. In una città che resta, comunque, in crisi di identità dove la crisi (che non dipende dal Comune) la tocchi con gli occhi nei capannoni dismessi, nei centro commerciali vuoti e tristi, negli edifici decadenti da anni per mille ragioni. Se entri da Borgo Piave ti trovi i palazzi scheletro di Malvaso, se continui sulla Pontina hai Globo e l’Icos, con all’orizzonte il Key, la cittadella giudiziaria, da Latina scalo hai l’intermodale, in centro il mercato annonario, la biblioteca, il teatro, gli ex capannoni del consorzio agrario, il garage Ruspi, ora ripeteranno il modello degli edifici vuoti con l’ex Banca d’Italia. Ma di questo si parlerà poco. Per il resto fare voi, abbiamo giocato a fare Barbanera.

Nereo Rocco doveva giocare una finale internazionale con il suo Milan era la prima volta che una squadra italiana tornava alla ribalta continentale. I giornalisti inglesi conclusero l’intervista con l’augurio “vinca il migliore”. Il Paron, che sapeva il suo, commentò: “speremo de no”

 

Nella foto: Nereo Rocco, il Paron