Elezioni/ Sezze sola, i candidati dimenticano la grandezza
6 Settembre 2021Seguo, per patriottismo (sarebbe meglio dire matriottismo), le elezioni a Sezze. Le seguo guardando dal basso e dalla memoria. Quindi non sono attendibile, sapete i matrioti rammentano mondi che il tempo rende fantastici.
I candidati setini si pongono come salvatori, sognatori, identitari, votati al bene… nulla da ridire, ciascuno deve dire quel che sente, se la contraddizione c’è è sua. Ma noto, guardando dal basso e dalla memoria che si omette, ma senza pensarci poi molto, che Sezze non si può salvare da sola, non si può salvare se non torna a svolgere una funzione nella comunita provinciale e regionale.
Sezze è un seminario dove si “veniva” a studiare, Sezze ha un cimitero ebraico che segna la presenza di differenze nell’unicità e non solo di chi stava qua, ma oltre la città. Sezze è la città dove nasce la scuola infeermieri, ma non per Sezze ma per il Lazio. Sezze fornisce a Latina quello che non poteva avere per anni: una classe dirigente, non solo politica, ma anche nelle professioni. Sezze è, una volta si sarebbe detto, capitale morale (e non lo dico a caso oggi dove in giro vedo tanti moralisti e molto meno morali) di un’area che neanche è Latina ma il Lazio meridionale. Ma di questo non si fa menzione. Come se a Milano parlassero di un muro per evitare di essere lombardi, italiani, europei, cosmopoliti facendosi campanile e non capitale.
Sezze non è mangiare nostrano, non è strapaese. Giuseppe Turchi dipinge il palazzo reale di Bangkok. Un ruolo da giocare nel bisogno che ha la pianura di un centro storico, di un radicamento culturale.
Non strapaese ma capitale. Ma di questo non trovo traccia, se amministrare è mero amministrare basta un commissario del Prefetto, se è questione morale basta un prete, se è questione criminale bastano i carabinieri. Qui serve un sindaco, in piccolo come La Pira capace di andare da Firenze a parlare ai “cattivi”, per mutare il mondo. E sarebbe anche facile perchè non dovrebbe parlare al male ma a gente normale.
Oltre il Brivolco c’è un mondo che se non lo vivi da protagonista ti assorbe facendoti periferia.
Ma non ci capisco e forse l’amor di matria mi rende poco credibile. Buon voto.


