Quel piacere dei pontini di votare sempre per chi comanda

Quel piacere dei pontini di votare sempre per chi comanda

7 Settembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Nell’analisi del voto su Latina vanno cercati dei comportamenti ricorrenti degli elettori. C’è la vulgata che l’elettorato della città sia di “destra”. In realtà gli elettori hanno avuto un solo amore: la democrazia cristiana (fin quando era partito stato). Del resto prima, semplicemente, non si votava e il consenso al regime era “presunto”, “indotto”, falso come una banconota da tre euro.

Gli elettori pontini votano governativo, sono come il partito di lingua tedesca dell’Alto Adige che non è mai stato all’opposizione in ragione della tutela dei casi propri. L’elettore pontino non vota, scommette sulla vittoria e non azzarda mai in scommesse difficili.

Il cambio tra democrazia cristiana e destra di Finestra avviene nel ’93, ma non vince la destra ma implode la Dc per tangentopoli, poi è sempre una conferma fino a di Di Giorgi che evita il suicidio questa volta della stessa destra che aveva approfittato della autofine Dc. Si salvano anche per il soccorso diretto di Berlusconi che ci mette la faccia. Ma dura poco, di nuovo, il commissario, la fine anticipata della consiliatura e essendo il “governo” incerto gli elettori cambiano con Coletta.

Questa tendenza avvantaggia Damiano Coletta, ma le regole son fatte per essere violate. Sta di fatto che il fascino del potere ha un suo peso e la vittoria di Coletta, come quella di Finestra nel ’93, spezzano egemonie che non si riformano.

Esiste in citta una crisi della destra, dal 2010 con la “guerra civile” che portò alla caduta del secondo “governo” Zaccheo. La proposta politica ora è riproporlo per ricucire lo strappo; operazione che riuscirà?

Domande che entreranno nella storia cittadina, ora ciascuno corre per vincere. Il mio mestiere è dare chiavi, ricordare, e cercare di prevedere un futuro che non so.

Io, Filemazio, protomedico, matematico, astronomo
Forse saggio
Ridotto come un cieco a brancicare attorno
Non ho la conoscenza od il coraggio
Per fare questo oroscopo, per divinar responso
E resto qui a aspettare che ritorni giorno
E devo dire, devo dire
Che sono forse troppo vecchio per capire
Che ho perso la mia mente in chissà quale abuso od ozio
O stan mutando gli astri nelle notti d’equinozio
O forse io, forse io
Ho sottovalutato questo nuovo dio
Francesco Guccini, Bisanzio
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