Variante Mol: il “complotto” di Oliver Tassi e l’offesa di 28 anni di nulla
27 Settembre 2021Caro Lidano, la legge dice che nel periodo di campagna elettorale si possono approvare solo provvedimenti indifferibili, la ratio della norma è quella di evitare la “captatio benevolentiae” degli elettori. L’amministrazione ha avuto 5 anni per lavorare, la richiesta di variante del MOL risale al 2019, non è un atto urgente ed indifferibile. Ormai anche LBC è disposta a forzare le regole per ottenere consenso, perché la pratica del MOL e non le altre richieste in arretrato che giacciono in Comune ?
Oliver Tassi, consigliere comunale di Azione
Caro Oliver
ci divide la concezione stessa della politica. Tu credi che la politica sia un “evitare che freghino”, io credo che sia “dare risposte”. Tu credi che ogni azione abbia un retrogusto o nasconda trame e ordito, io penso a quel che vedo.
Questa differenza non è di ora, ma già era di quando sei stato protagonista, e non in ruolo marginale, della storia e della vittoria di Damiano Coletta.
Di quando ti invitavo per il ruolo che avevi di presidente del consiglio comunale a garantire la rappresentanza di quell’organo di controllo e non a fare l’assessore aggiunto. Vedo che ora da oppositore hai compreso il mio assunto.
La questione del Mercato Ortofrutticolo di Latina va avanti da 28 anni, tra 5 anni è la vita di Cristo intera, un tempo a lui bastò per cambiare il mondo. Noi, a Latina, non siamo stati capaci di “registrare l’evidente”.
La deliberazione non è un atto di forza dell’ultima ora è arrivata all’ultima ora di tante ore e discussioni che si misurano a lustri. Il tutto con pareri di vari organi tra cui la Regione, per cui non si vota domenica prossima.
In politica non ci vuole il Kgb, ma il coraggio delle azioni, è opportuno deliberare ora? Per me è doveroso dopo 28 anni e 5 consiliature e mezzo trascorse. Io non mi chiederei perché ora, ma mi vergognerei per “solo ora”.
Il voto caro Oliver annuncia la vita amministrativa nuova, non blocca la vita civile presente. Approvare quella variante è dovere non potere. Non ho retropensieri ma ogni cosa ha conseguenze e anche non fare porta a vantaggi elettorali, la tesi non regge e votare la variante ora è dovere del consiglio.
Con stima, nelle differenze.



Torneremo nell’oscurantismo a suon di barattoli di fagioli e altrettanti di conserva di pomodori? Cosi siamo ridotti.a riciclare dubbi figuri che da anni aleggiano