In Italia non cambiamo neanche i mobili: qui il passato non passa mai
13 Ottobre 2021Visitai un castello in Francia alcuni anni fa, c’erano i muri e basta. Chiesi alla guida: ma gli arredi? Distrutti durante la grande rivoluzione, mi rispose orgogliosa.
I castelli italiani sono zeppi di mobili, sopramobili e di quadri, per tacer di armature.
Perché? Perché qui non c’è stata mai una rivoluzione. Qui, in Italia, c’è sempre qualcosa da perdere e il passato non passa mai. Siamo un paese di rigattieri, tanto i nostri cugini di Francia sono rivoluzionari. Noi le rivoluzioni le “importiamo” da dittatori, come Napoleone, che abbiamo prima esportato.
Noi siamo sempre governativi, sempre nostalgici di tempi andati che vorremmo mai passati per paura del presente e orrore di domani.
Ecco perché mugugnano ma non cambiamo. Il nostro sentire profondo? La palude democristiana, l’idea che tutto poi si sistema, e quella menzogna e vergogna che, per mille scuse, i conti col fascismo non li abbiamo chiusi mai.
Alla fine della guerra “il migliore” , Togliatti, capo dei comunisti italiani, per non creare casini, fa l’amnistia ai fascisti che restano nella Repubblica nel posto in cui stavano nel Regno, come gli ufficiali borbonici che in Italia occupano le stesse posizioni in cui stavano nel Regno delle due Sicilie. I mobili restano. Un paese dove non cambia neanche il comodino.


