Se fossi Coletta, se fossi Zaccheo: il tormento di un tempo interminabile
15 Ottobre 2021S’i’ fosse foco, ardere’ il mondo;
s’i’ fosse vento, lo tempestarei;
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i’ fosse Dio, mandereil’en profondo
….
S’i’ fosse Cecco, com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui
Cecco Angiolieri
E se fossi Damiano Coletta? Se fossi Vincenzo Zaccheo? Oggi, alla vigilia di un giudizio su me. Come in attesa di un verdetto. Starei male a cercare errori? Starei esaltato a convincermi di giusto che giusto non so?
Sicuramente mi passerebbe davanti la mia vita, a breve o a lungo. Sicuramente avrei imbarazzo per gli errori e dubbi per le cose che fino a ieri pensavo buone.
Sarei solo in una confusione incredibile, come se gli altri non esistessero in questo limbo in cui arrivano i conti con me. Perché domenica e lunedì mi giudicheranno, ma in queste ore mi giudicherei e sarei severissimo.
Sapete quando non riesci a star fermo, sapete quando parli per non dire, sapete quando per l’imbarazzo vorresti sparire. Sapete quando ti senti scarico per aver esaltato il me esterno e saltato il me interno.
Ore che… anche i minuti sono interminabili. Ore in cui cerchi un amico ed hai mille collaboratori. Ore in cui la gente ti sorride e a te non pare il vero.
Penserei alla mia passione per la cosa comune, alle mie umane meschinità per le cose mia fosse solo la mia umanità.
Se fossi Coletta, se fossi Zaccheo oggi starei male con me a prescindere da ogni cosa.
Poi passa e tutto cambia, la vinta vince e perde ma resta vita. Io non vi ho parlato di altro che di uomini, loro come me, come te, come ogni uomo di questa terra davanti ad un giudizio che sta per arrivare.
Poi, poi ricorderei chi mi ha insegnato la vita collettiva, la vita politica. Sapete sono socialista ed amo Pietro Nenni che in questi stati d’animo ci è passato e ripassato e a volte il giudizio atteso era non di vincere o perdere ma di vivere o morire. Lui diceva “Fai quel che devi accada quel che può”.
Non allevia certo la solitudine di queste ore, ma rassegna la coscienza dal suo tormento.


