Elegante pensiero intorno a Hopper

Elegante pensiero intorno a Hopper

24 Ottobre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Il pensiero… ti si attacca come l’edera. Il pensiero… ti perseguita. Una scena vista e rivista, una vista che appare in vista. Il pensiero ti confonde, ti fissa, ti ferma, ti fa di corsa.

Sapete in una massa di gente, in una città di gente vedi un film in bianco e nero, solo una figura colorata, policroma. In una massa di gente che fa rumore, che alza il livello dello stordire, solo una parla.

A teatro l’attore del monologo si fa solo con l’occhio di bue, nel teatro che viviamo non c’è il tecnico delle luci e queste cose mica le puoi fare.
Tra milioni di parole, tra confusa confusione, tra cieli che sfumano di luci, e notti che hanno le stelle talvolta, ti viene da vedere, ascoltare, sentire solo una.

Una donna esce dall’uscio di casa, elegante e lieve. Elegante da stordire, lieve da deglutire, davanti ha il mondo fatto un passo dopo il gradino. Un mondo intero, invece cerca non il tutto ma l’unico.

Il pensiero… dentro un ricordo di occhi che si scambiavano la luce. Il vestito è lieve, di tessuto buono, una mano che lo sente.

Che fanno i pittori quando fermano il pensiero, e chi guarda sente indelebile quel pensare, al di là del reale. Oltre la figura, oltre la fotografia, dentro l’anima. Poesia della vita

Edward Hopper, Summertime (1943)