Latina, il Coletta II che ha perduto Pericle e trova Cesare

Latina, il Coletta II che ha perduto Pericle e trova Cesare

9 Novembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Ha giacca e cravatta, pare un altro. Parla di cose… e Pericle? Damiano Coletta II è tanto, ma tanto, lontano dalla sua versione “sovversiva” di 5 anni fa. Allora richiamava il discorso di Pericle agli ateniesi nella ipotesi, molto ingenua, di una democrazia diretta. Ora sta dentro la “retorica” del “senso di responsabilità”, del “sacrificio per la città”.

Cita Giorgio La Pira, un sindaco quasi santo, che si quasi immolò per la Pignone. Per la Firenze concreta del lavoro eppure era quasi santo.

Cita Italo Calvino, richiama Zenobia

Ora dirò della città di Zenobia, che ha questo di mirabile: benché posta su terreno asciutto, essa sorge su altissime palafitte, e le case sono di bambù e di zinco, con molti ballatoi e balconi, poste a diversa altezza, su trampoli che si scavalcano l’un l’altro, collegate da scale a pioli e marciapiedi pensili, sormontate da belvederi coperti da tettoie a cono, barili di serbatoi d’acqua, girandole marcavento, e ne sporgono carrucole, lenze e gru.

Zanobia non avrebbe bisogno di palafitte, ma le ha, è un paradosso.

Il sindaco parla di “concordia”, una idea di tutti insieme che è salvezza della Patria, ma non ci sono i turchi alla marina. Non serve concordia, servirebbe “intelligenza”. Sarebbe stato bello un richiamo alla intelligenza, alle intelligenze nella loro conflittuale differenza.

Il sindaco richiama Latina laboratorio. Mi scuserà ma spero che non lo sia, qui non abbiamo bisogno di esperimenti, ma di vita. Latina nel ’93 divenne laboratorio della destra… non è andata bene e Coletta sindaco è la paradossale evidenza della tristezza del laboratorio.

Richiama il centenario della fondazione della città che cadrà nel 2032, tra 11 anni, un lungo periodo e Keynes ricordava che “nel lungo periodo saremo tutti morti”.

Interviene Vincenzo Zaccheo che si “dichiara disponibile”. Così è, in armonia.

Che bello sarebbe stato il trovare sintesi dalle divergenze, dalle differenze, fare a gara ad avere orgoglio ciascuno per se, per la sua parte, e la sintesi sarebbe stato il meglio. Ma qui preferiamo l’aristotelica non contraddizione a fronte del conflitto di Hegel.

Ma si sa, noi siamo rimasti all’antica Grecia.

Da Pericle a Cesare.