Ciao compagna Lina, sei andata a vedere il sol dell’avvenire. Omaggio a Lina Wertmuller

Ciao compagna Lina, sei andata a vedere il sol dell’avvenire. Omaggio a Lina Wertmuller

9 Dicembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

E’ scomparsa Lina Wertmuller a 93 anni, una delle più grandi registe italiane, la prima donna regista candidata all’Oscar che gli fu dato alla carriera nel 2018.

Lo confesso, i suoi film la prima volta che li ho visti mi parvero complessi, come i suoi titoli lunghissimi, poi… Poi sarà stato il fatto che mi piaceva l’idea che “confessasse” il suo essere socialista nel partito socialista con orgoglio, che mi ci sono messo di lena buona a capire i suoi film. Sarà che mi ero fatto più grande, meno facilone e leggevo i personaggi che prima guardavo soltanto.

Mariangela Melato e Giancarlo Giannini “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto” mi presentarono evidenti le nevrosi di una Italia che ancora era proletaria (Giannini) ma si faceva ricca ma non borghese (Melato). Quel ritorno alla vita senza la tecnologia e alla umanità delle passioni. Un film che mi intrigava, mi spiegava, mi lasciava spettatore di un mondo di cui eri, saremmo, stati tutti attori. La Melato diventava una fantasia, e noi eravamo quel proletario che il destino mise in un isola che “non c’è”. Una trama che ritrovi nel corso del vivere civile, roba che ti sorprende.

Lei, ma allora non lo sapevo, era quella di Giamburrasca, del Diario di Giamburrasca, che a noi figli che uscivano dalla terra per farci urbani, industriali era pedagogia di un bambino diverso capace di “scherzare” , di “imparare”, di “ridere” e non il bimbo della famiglia allargata contadina votato alla tristezza del bisogno . La città delle famiglie di Luigi Bertelli, con la televisione diventava di massa, italiana. Rita Pavone l'”amico” che volevamo mischiando i generi quando certe cose non si potevano dire, facendo interpretare ad una donna il ruolo di maschio, quando solo era consentito il contrario.

Se ne va una persona intelligente, capace di pensare che nella vita “devi fare quello che ti piace” quando tutti facevano quello che “dovevano” uccidendo spesso quello che potevano. Sarà questo socialismo libertario che istintivamente me l’ha fatta sentire vicina, quei personaggi così umani nelle loro contraddizioni. Il Mimì metallurgico è così lontano dall’agiografia di Stachanov e dell’uomo nuovo.

Ecco, mi piaceva perchè da lei ho imparato, mi ha dato un punto di vista. Perchè… era libera, perchè tra socialisti si sente l’odore della libertà e la libertà non è mai banale.

Ciao compagna Lina e farai un film col titolo lungo su questo tuo ultimo viaggio.