Come ho scoperto sotto il mare, da 007 alla vita

Come ho scoperto sotto il mare, da 007 alla vita

12 Dicembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Il mare per chi viene dall’entroterra è una cosa che da un senso di qualche cosa.  Da noi può venire il male dal cielo, e conosciamo la pioggia, può gelare l’aria e conosciamo il freddo, può il vicino farsi cattivo e conosciamo il nemico, ma… ma da sotto, da sotto i piedi, dalla madre terrà nulla ci può offendere e da nulla ci dobbiamo difendere. Invece il mare no, ha il sotto. La cosa, a noi dell’entroterra, ci desta una certa preoccupazione, mal fiducia, diciamolo pure: ci fa paura. Vidi il mare per la prima volta che già ero bimbo e mi sono stretto forte alla mano di mio padre per non scivolare giù. Per quel sotto che lì era incerto quanto sicuro sulle mie rocce di calcare.

Da sotto arrivava il male, il mostro che non c’è, ma che non ci giurerei non ci sia davvero. Poi, fu un film di 007, di quelli che vai per non pensare a niente, paradossalmente impossibili che mi diedero la chiave del mare. Si perché vidi uscire dal mare Ursula Andress in 007 licenza di uccidere, il film era del ’62 io ero nato solo un anno prima ma il film mi veniva dietro come appuntamento. Dal mare non usciva il mostro, la paura, la morte, il cattivo ma la grazia, la bellezza un mondo di sotto così bello che capivi la barriera corallina, i tuffi nel blu di Majorca, i mille documentari di Jacques-Yves Cousteau. Poi crescendo e facendomi uomo che vuole fare raffinatezza della sua ruvida ignoranza richiamavo la Venere di Sandro Botticelli, mille immagini di miti. Ma no, sapevo il vero era quella diva di un film di spie che mi aveva spiegato, piegato, portato il mare.

Rimanevamo a bocca aperta al suo avanzare, come se la bellezza ci dovesse travolgere, investire, in fondo cambiare. Il nostro era un mondo non brutto ma essenziale e la bellezza era varia ed eventuale, il bisogno e la sua lotta erano basilare.

Così… ogni volta ora che il mondo ti cambia vedi o pensi ad una donna uscita dal mare pensi che il suo sia un spiegare la bellezza nella sua raffinatezza, sia la stele di rosetta dei colori a chi parla e vive in bianco e nero.

Usci dal mare, noi eravamo marinai con le orecchie tappate, ma un bimbo tra i tanti a cui avevano ordinato di non ascoltare si tolse i tappi e impazzi di quel cantare.

Sono miti non fateci caso, ma la testa dei furono bimbi di tanto in tanto ritrova le prime parole e comincia a scandirle, così ho scoperto il mare la bellezza dal mare. Prima da sotto a 20000 leghe solo il capitano Nemo.

 

Nella foto: Ursola Andress, 1962 007, licenza di uccidere