Il comune di Latina e il suo delirio immobiliare: l’immobile della Banca d’Italia a che ci serve?

Il comune di Latina e il suo delirio immobiliare: l’immobile della Banca d’Italia a che ci serve?

8 Gennaio 2022 0 Di Lidano Grassucci

Il privato? Vuole il profitto ed è quindi “satana”

La fondazione? E’ fondante e quindi dobbiamo fare incetta di ogni “fondente”.

Questa volta il fondente è la Banca d’Italia, meglio la sua sede pontina di piazza della libertà. Il Comune, guida Coletta, l’ha comperata, pur non avendone alcuna necessità tanto che non sa ancora cosa ci farà.

Un Comune che ha un edificio vuoto a 20 metri dal nuovo immobile acquisito, il mercato annonario, vuoto e triste da lustri. Un comune che comperò il Garage Ruspi mai, dico mai, utilizzato, 200 metri dal nuovo edificio.  Un Comune che per un gioco delle tre carte ha l’Icos, l’Intermodale e mi fermo per decenza alla mia intelligenza.

Ma che è la Gabetti il Comune di Latina? E su questo delirio immobiliarista destra e sinistra non fanno eccezione.

Immaginate che, non rendendosi conto della comicità della cosa, qualcuno in Piazza del Popolo pensa di mandare lì, al nuovo edificio acquistato dal Comune l’archivio che, però, è dello Stato.

Ma certo mica poteva andare a privati, privato che magari lo avrebbero usato, semplicemente usato.

Tanto paga il contribuente che fa. Come nulla fa l’Icos, l’Intermodale qui si ama il mattone, anche se poi non ci si fa l’amore.

Benvenuti a Latina “immobiliare”, non avrete servizi ma in quanto a palazzi…