Intorno al paradiso
15 Gennaio 2022Accavallò le gambe e si tirò su la gonna. Si può andare in paradiso anche prima di morire.
Charles Bukowski
Paul Kelly, (Canada, classe 1955), Pittore figurativo realista
Li trovo sulla rete, quadro descrizione e frase. Un pacchetto. Dicono che la cultura sia “seria”, che i “colti” non hanno risa, sensazioni, turbamenti ma serie preoccupazioni per le sorti del mondo.
Peccato che il mondo non esista ma noi siamo l’unico mondo che potremo mai conosce, sapere, vivere.
Charles Bukowski non gira nelle parole, come non gira nella vita e la fotografia scattata con una frase, un libro, una sensazione non è mai insipida.
Si siede la dama, la ragazza, la donna, la signora, la ragazzaccia, la vita e si innamora delle sue gambe, si innamora della sua figura e di questo amore non trascura il messaggio di guardarsi e chi guarda resta all’ultima fermata del tram. Ultima fermata prima del paradiso ma con un evidente paradiso.
La bellezza vaccina, cura, scura e fa ammalare tutto nel medesimo gesto: “accavallò le gambe e si tirò su la gonna”. Ogni uomo vorrebbe questo Cinema a sua esclusiva, ogni donna vorrebbe un tempo suo. Il poeta fa sublime la passione che appassionando non è mai fine.
Il basco che denuncia una Parigi forse d’impressione, in un secolo che ha perso di vista la realtà da aver bisogno di iper reale, di oltre ogni banale.
In un angolo oltre la scena una fisarmonica suona e stina un uomo ubriaco che con i gomiti su un tavolo di legno si sente cavaliere contro i draghi e lei li vicino ne scrive le gesta, accogliendo solo quello sguardo consumato dal vino ma ancora così bambino.
Lui confessa che questo è il paradiso: ““accavallò le gambe e si tirò su la gonna”.
Se per baciarti dovessi poi andare all’inferno, lo farei. Così potrò poi vantarmi con i diavoli di aver visto il paradiso senza mai entrarci.
William Shakespeare
William Shakespeare


