Il presidente… quell’idea repubblicana dimenticata

Il presidente… quell’idea repubblicana dimenticata

20 Gennaio 2022 0 Di Lidano Grassucci

Tre cose desidero vedere innanzi alla mia morte, ma dubito, ancora che io vivessi molto, non ne vedere alcuna: uno vivere di republica bene ordinato nella città nostra, Italia liberata  da tutti e’ barbari e liberato el mondo dalla tirannide di questi scelerati preti.

Francesco Guicciardini

 

Non so chi farà il presidente della Repubblica italiana ma essendo, a tempo perso, italiano dico la mia.

Non mi piace il presidente che salva la Patria, perché la Patria la salvano i cittadini altrimenti non è tale. Non deve essere un patriota, perché il patriota brama una Patria da conquistare, ma gestisce male la Patria conquistata.

Non deve essere uno che capisce tutto, perché chi tutto sa fare probabilmente nulla fa.

Deve essere, invece… Premetto sono socialista e mi piacevano Sandro Pertini e Giuseppe Saragat due che avevano dato, nella Patria, alla causa della libertà e della giustizia sociale. Ma non teoriche battaglie ma vite concrete: fatti dentro il fatto grande della storia. Uomini venuti dagli ultimi che avevano scelto, e vissuti per gli ultimi che si fidavano di loro. Gente che aveva il cuore di una idea generosa, e non me ne vogliano gli altri, ma sono nato tifoso. Ma non ci sono scelte così.

Quindi? Vorrei una donna o un uomo che avesse provato il dolore, la fatica di vivere, per capire nel gestire la rappresentanza di tutti che bisogna essere generosi anche nel guidare. Uno capace di dire “se era buono ne saremmo stati orgogliosi, è uscito cattivo ma non lo lasciamo solo e lo riconosciamo come nostro”

Non lo vorrei primo della classe perché non capirebbe Franti, non capirebbe che anche Lucignolo a suo modo studiava per farsi uomo nel mondo e, in fondo, ai balocchi e ad un paese fatto di balocchi abbiamo creduto, sperando, tutti.

Lo vorrei capace di dire parole, poche ma giuste per sperare e non disperare. Uno da chiamare per nome, tipo quel Papa che viene da lontano, dalla fine del mondo, ma con una nonna che gli parlava in italiano.

Lo vorrei generoso e non rancoroso, capace di umiltà nel mondo per un popolo umile quale siamo, e capace di scuse alle offese (tante e gravi) che abbiamo fatto per il mondo, ma così orgoglioso da non abbassare il capo mai neanche a chi dice di aver Dio dalla sua, perchè lui ha questa umanità di 60 milioni di persone che ha dato al mondo la bellezza ed è suo vanto pur ammirando anche altre bellezze: capace di scuse quindi, ma anche di bel canto.

Lo vorrei capace di alzarsi la mattina e salutare chi fatica e non ascoltare chi chiacchiera.

Lo vorrei come Pisacane.

Lo vorrei donna, si sarebbe ora per onorare le nostre donne capaci di capire il mondo senza pretesa di averlo già capito. Donne che curano come Rita Levi Montalcini, che lottano come Tina Anselmi, Nilde Iotti, che guidano aziende al futuro come Marisa Bellisario. Donne che raccontavano ai nipoti tutto quello che c’era da sapere per vivere liberi. Come quella ultima speme per i tribolati che è madre universale.

Insomma non vorrei banalità, poi comunque, chiunque sia, sarà il mio presidente perché nella repubblica è così, si discute all’infinito prima di scegliere una volta fatto “comunque sia è la mia Patria”. Idea repubblicana

A tempo perso sono italiano.

 

Nella foto: Francesco Guicciardini “l’inventore” con Machiavelli della politica