La paura di non aver bisogno della paura, i no vax e la normalità
24 Gennaio 2022Ogni volta che scrivo di vaccini i no vaccini mi coprono di insulti, tra cui la solita accusa di essere prezzolato e pagato dentro la mancanza di capacità di dire la loro falsa verità.
Non mi frega molto di ciarlatani è piena la storia e il mondo e i creduloni non sono da meno. Perché, a volte, c’è chi non cerca soluzioni al male, ma nel male trova sicurezza, trova nella precarietà quella dimensione rassicurante che non ha di certo la vita ordinaria che è competitiva.
I vaccini salvano, ma non per simpatia o antipatia ma per fisiologia della macchina umana. Gli uomini capiscono il mondo e capendolo fanno la cosa più ecologica di questo mondo: ci vivono meglio.
Se tutti si fossero vaccinati, oggi parleremo di altro e quell’altro avrebbe escluso quelli che si sentono di essere perché
sono contrari, spesso dimenticandosi su cosa sono contrari. Non ci sarebbe bisogno di quelli contro, non essendoci contrasto. Ci si divide tra chi vede il Sol dell’Avvenire e chi ha nostalgia del già avvenuto, ci si divide tra guelfi con il loro papa e ghibellini con il loro imperatore, tra chi sta con la Juve e chi con il resto del mondo, tra chi ama il suio mondo per starci e chi lo rinnegherebbe per essere globale.
Ma? Non ci si divide sulla cura, non ci si divide sulla scienza. Io posso votare sul tracciato di una strada, sul fare o meno un teatro, ma non sulla forza di gravità, non sulla teoria della relatività, non sul vaccino Sabin che ha salvato migliaia di bimbi del polmone artificiale e da una vita diseguale.
Non esiste una scienza ufficiale e una verità magica, non esistono complotti perché non c’è da complottare.
Insomma c’è chi non vuole la cura perché campa male ed ha il rancore che lo portano a pensar male.
Io la penso così, lo rivendico, lo ribadisco e per prova ho quel ragazzo di Terracina morto perché convinto che tutto era burla, la sua morte (ingiusta) è stata vera


