Cantastorie
31 Gennaio 2022Questa storia è di un tempo, gira intorno al tempo.
A dire il vero lui lo aveva sempre sprecato il tempo, o almeno così dicevano. Lui non ci badava, pensava di averne, poi di averne ancora, e non era da questo spreco che si vedevano gli eroi. Gli eroi erano tigri di Mompracem e Sandokan era irraggiungibile.
Lui si sentiva in quel dedalo di piante e nella distesa del mare, poi su a difendere la frontiera di chi non sapeva ci fosse frontiera, l’ultimo dei moicani.
O uno degli ultimi due piloti italiani in un’Africa finita con l’ultimo barile, con l’ultimo sogno d’avventura e poi sarebbe finito tutto. I due salirono sul loro FIAT CR42, il motorista da l’elica, di corsa, poi il cielo e poi mai più. Finiva, lì dove tutto era sbagliato, ma loro avevano sognato. Senza chiedersi perché, volavano come Icaro poi cera e giù a terra ma il tempo era finito lì.
Dio sa se ha amato Dulcinea del Toboso dama di rango, che non capiva quel passo doppio che solo a corte a Madrid sanno fare, ma no, ma no. Aveva un sogno d’amore e che importa se lei, se lei…
Ti sei perso bambino?
Non lo so, ma guarda il gatto, avrà gli stivali e li poggerà sopra il comò quando andrà a dormire?
Non si capiva molto, lui era come una foglia che cade sfortunata nel letto del fiume, le formiche la prendono per vascello con cui navigare, formiche di ventura, formiche di Tortuga, formiche con la patente di corsa della regina. Poi via, via. Anche loro col loro bel sogno, ma piccolo da formiche.
Questo bimbo non sta bene, delira, dai presto una limonata, sarà il caldo.
Una ragazza zittisce tutti, lo guarda tenero. Fermi, fermi, non delira, io lo riconosco, fermatevi ad ascoltare
Una guardia seria, presa del suo mestiere assicura “è solo un bimbo perduto”.
Il bimbo prese a fare con la bocca il suono di un ballo, la grancassa era la guancia che si gonfiava, il fischio erano trombe e la chitarra era il dorso della mano con le corde che erano le vene blu, blu cobalto.
Ora anche la guardia senza cuore pareva dolere e la ragazza… vi ho detto è un cantastorie e non ha tempo, non ha il tempo di ordinare le cose, oggi, ieri, domani o solo qualche istante dopo per lui sono racconti che fanno nascondino, storie che fanno a acchiapparella, e la musica è una palla da rincorrere nel prato
Intorno ora, tante persone, la voce corre, c’è un bimbo cantastorie.
Dicono sia andato via, che di tanto in tanto torni qui, dicono che le sue storie erano racconti per la ragazza e la ragazza era un sogno. Vallo a sapere.
Sta di fatto che ci hanno messo un targa di marmo in quel posto con una scritta “qui si raccontano storie, non valgono che 5 lire, ma voi tenete stretta la moneta che nessuno ve la prenderà, solo una ragazza bella vi ci si specchierà e un bambino di lei vi narrerà”
Ma di questo nulla è vero.


