Bagheera, la pantera che mi diede il primo graffio
5 Febbraio 2022Sarà capitato anche a voi, da piccoli, di restare soli per ore ed ore che tutti i grandi avevano da fare. Tutti un grande da fare. Non ero un bimbo nervoso, ero placido, e mi perdevo dietro cose piccole, ma piccole. Insomma, un bimbo che poteva stare solo. Non chiedevo presenze e le presenze giungevano con comodo, tranne…
C’è un tranne, i miei avevano una gattina, bianca e nera. Si una gatta di quelle che sono gatte, non amava molto i salamelecchi, le morbidezze, era felina.
Mi venne a trovare perchè era sola anche lei non mi chiese carezze, io mi guardai bene da chiederle a lei ma inizio a mostrarmi come vanno le cose in vita. Mi diede un graffio quando per sbaglio l’ho colpita con le dita di una mano. Poi quasi pentita ha capito che non c’era malaria in me e si è quasi scusata, ma la lezione l’avevo imparata: anche gli amici hanno un limite, la vita loro ed il dolore dono perfido dell’amico.
Mi fece vedere come ci si avvicinava alle cose: con diffidenza, con timore che la paura è medicina, ma con l’inevitabile curiosità di sapere, di imparare. Mi mostro come corrono le biglie di vetro se con la mano, la zampa, le lanci e nella loro corsa puoi scommettere sulla direzione.
Mi insegnò che il cibo non si divide, ma ne devi lasciare sempre un poco, perchè domani non ha la certezza di oggi.
Mi fece vedere che l’amore non è mai lo stesso, che ha mille lingue e spesso non si capisce.
Come accadde quando la dovetti lasciare ma io la volevo portare con me, mi guardò con gli occhi che ha il sole che disegnano i bimbi insieme al naso e la bocca, e mi disse addio che la sua educazione era finita ed ora me la dovevo vedere con me. Si girò, due salti, ed andò via.
Io sono certo del mio ho pianto, lei credo, ma non lo so, abbia fatto altrettanto. Mio padre la cercò, poi mi disse: non si può, e anche lui di gatti aveva contezza che era Gattino non per una gentilezza.
Non si può, mi disse e non lo voleva dire.
Mi portavano a vedere i cartoni, Walt Disney, metteva in scena (al cinema) il libro della Giungla, Mowgli era cucciolo d’uomo ma gli uomini aveva da fare, fu una pantera nera Bagheera che si prese la briga e non il gusto di rimettere le cose a posto e di riportare l’uomo tra gli uomini non evitando intanto l’educazione felina.
Rimasi di sale, come se qualcuno mi avesse fatto la spia.


