Giustizia, voterò per salvare i giudici da se stessi e la Repubblica
17 Febbraio 2022Mio nonno mi insegno: mai levarsi il cappello davanti a alcuno, anche se l’alcuno è il Papa.
Nessun uomo, nessun uomo, è esente dall’essere uomo. In Italia dall’inizio degli anni ’90 alcuni uomini, i giudici, hanno dimenticato di essere secondi alla legge, ma si sono fatti legge, si sono fatti portatori di “salvezza”. Loro soli si sono fatti giudicanti, salvanti, insegnanti e esclusivisti di come si vive.
Esclusivisti del bene e del male, bene e male che, invece, non sono separati ma stanno ben distribuiti nell’uomo anche quando fa il giudice.
L’umiltà evangelica porta a non puntare il dito contro gli altri per giudicarli, ma a tendere loro la mano per rialzarli, senza mai sentirsi superiori. Lo dice uno che parla col Signore, uno che è l’anima della civiltà d’occidente, Papa Francesco.
Il giudice ha il potere più disumano che esiste in questa terra “togliere all’uomo la libertà”, è potere maggiore di quello di vita o di morte, perché la morte è un attimo, la libertà negata è il vivere stesso.
Per questo il giudice non deve, non può, far altro che decidere nella legge con la coscienza, non può fare la legge, non può cambiare il mondo.
Voterò a favore dei referendum non capendo perché non posso votare per la responsabilità civile del giudice quando è civilmente responsabile anche il medico che ha a che fare con la vita e con la morte. Ma mi adeguo per non essendo affatto convinto di quanto dice Giuliano Amato di cui sono stato allievo all’università.
Per il voto, quindi, non ho dubbi, ricordando quel socialista utopista di Orwell che nella fattoria degli animali ci raccontò dei maiali che fecero la rivoluzione con gli altri animali contro l’uomo, nel sacro principio tutti gli animali sono uguali“, aggiungendo poi una piccola “precisazione”: ma i maiali sono più eguali degli altri.
I giudici sono uomini, con il referendum spero che gli italiani lo ricordino a se stessi e a chi serve la repubblica nel potere giudiziario e non si serve della Repubblica per il proprio


